Napoli, il centro storico UNESCO invaso da abusivi (sfruttati). I commercianti: “Nessun controllo”

Venditori abusivi al centro storico di Napoli (Piazza San Gaetano). Foto: Germana Falibretti


Cappellini, borse, sciarpe, occhiali, il tutto quasi sempre contraffatto. Chi percorre i decumani, via Toledo o le strade intorno a piazza Dante conosce bene il paesaggio: file di bancarelle improvvisate, teli stesi a terra e venditori ambulanti senza licenza che occupano marciapiedi e angoli. L’abusivismo a Napoli nel centro storico non è un’emergenza di oggi, ma secondo chi ci lavora ha assunto una dimensione costante e opprimente.

A riaccendere il caso è stato uno sfogo social di Germana Falibretti, che parla a nome dell’associazione Artigianà, realtà che riunisce commercianti napoletani. Nella mattinata di domenica 8 novembre ha raccontato di aver chiamato «per l’ennesima volta» la Polizia Municipale per segnalare la situazione documentata nelle foto allegate al suo post.

L’esposto del 19 ottobre e il «totale silenzio»

Il 19 ottobre, a nome dell’associazione, Falibretti aveva inviato un nuovo esposto nella speranza di ottenere qualche controllo. Da allora, scrive, c’è stato «totale silenzio». Il tono è quello di chi si sente abbandonato: i commercianti si dicono stanchi di lavorare in queste condizioni e raccontano di sentirsi soli e inascoltati.

Ancora più amara è la risposta che, secondo il suo racconto, sarebbe arrivata dal centralino questa mattina: il personale è concentrato a Fuorigrotta per la partita del Calcio Napoli. Da qui la domanda rivolta pubblicamente alle istituzioni: che fine hanno fatto le 40 persone impegnate all’aeroporto che, nel corso del mese, dovevano essere redistribuite sul territorio cittadino? E possibile che non si riesca a nominare almeno un agente a presidio dei decumani?

Merce falsa, concorrenza sleale e un problema che dura da anni

Per i negozianti regolari il danno è duplice. Chi paga affitto, tasse e dipendenti si trova a competere con banchi che non versano nulla e che spesso vendono prodotti contraffatti a prezzi imbattibili, proprio davanti alle vetrine. A questo si aggiungono il disagio per residenti e turisti, la difficoltà di muoversi sui marciapiedi e un’immagine del centro storico, patrimonio UNESCO, che ne esce penalizzata.

Non è la prima volta che la questione finisce sul tavolo. Già nei mesi scorsi cittadini e negozianti, a partire dai Quartieri Spagnoli, avevano promosso una petizione contro i venditori abusivi, con adesioni arrivate anche da zone come la Pignasecca, mentre altre cronache locali hanno segnalato la diffusione delle bancarelle lungo l’asse che va da piazza Dante al lungomare. Il fenomeno, insomma, riguarda ormai buona parte del cuore della città.

Dietro le bancarelle: la catena della contraffazione

Raccontare il problema solo dal lato di chi vende rischia però di essere fuorviante. Molti ambulanti, spesso migranti arrivati da Paesi dell’Asia meridionale, sono l’ultimo anello di una filiera che parte da laboratori e magazzini clandestini. Le inchieste condotte negli anni dalle forze dell’ordine hanno più volte mostrato come la merce falsa arrivi da circuiti organizzati, mentre chi sta in strada rischia sequestri e sanzioni ma raramente è chi guadagna di più. È per questo che i commercianti chiedono controlli continui e non episodiche operazioni, accompagnati da interventi su depositi e fornitori.

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