L’eccellenza napoletana conquista gli USA: un prestigioso premio all’oncologo Ascierto

Ascierto


Un altro prestigioso riconoscimento per il professor Paolo Antonio Ascierto, ordinario di Oncologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II e direttore del Dipartimento di Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli, che ha ricevuto il Lifetime Achievement 2026.

Lifetime Achievement 2026, premiato Ascierto

Un premio alla carriera attribuito alle personalità che hanno contribuito in maniera significativa allo sviluppo dell’immunoterapia contro il cancro, assegnato dalla Society for Immunotherapy of Cancer, una delle principali società scientifiche internazionali dedicate allo sviluppo dell’immunoterapia. Un vero e proprio orgoglio per la ricerca oncologica napoletana e italiana.

La cerimonia di conferimento si è tenuta lo scorso 6 novembre a Phoenix, in Arizona, nell’ambito del 41esimo congresso annuale della SITC. Il premio attribuito ad Ascierto si inserisce nel percorso di uno dei protagonisti della ricerca clinica internazionale sul melanoma e sull’immunoterapia oncologica. La sua attività scientifica ha contribuito allo sviluppo e alla valutazione di nuove strategie terapeutiche, con particolare attenzione agli inibitori dei checkpoint immunitari, alle combinazioni farmacologiche e agli approcci finalizzati a migliorare la risposta ai trattamenti.

“Oggi, a Phoenix, ho ricevuto il SITC Lifetime Achievement Award 2026, il riconoscimento alla carriera che la Society for Immunotherapy of Cancer attribuisce a chi ha contribuito in modo significativo allo sviluppo dell’immunoterapia oncologica. Se penso a quando ero specializzando, sinceramente non avrei immaginato di arrivare fin qui. Non avrei potuto prevedere il percorso che mi aspettava, le sfide, le opportunità, gli incontri e le tante tappe che mi avrebbero portato a vivere un momento come questo” – ha dichiarato Ascierto.

“Ricevere un riconoscimento internazionale di questo valore è una grande emozione e mi porta soprattutto a guardare indietro con gratitudine. Un pensiero speciale va a Maria Teresa, che ha condiviso con me ogni momento di questo percorso, con i suoi sacrifici e le sue soddisfazioni. E naturalmente ai pazienti, che ogni giorno ci ricordano il senso più profondo del nostro lavoro: fare ricerca per offrire nuove possibilità e nuove speranze”.

“Se c’è una cosa che questo percorso mi ha insegnato è che i risultati più importanti non si raggiungono mai da soli. La ricerca è un lavoro di squadra, fatto di competenze, confronto, fiducia e della capacità di condividere una visione e un obiettivo comune. Oggi è un giorno importante, ma non lo considero un punto di arrivo. La ricerca continua, le sfide sono ancora tante e c’è ancora molto da fare. Con la stessa curiosità e la stessa voglia di guardare avanti di quando tutto è cominciato”.


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