Ercolano, Antonietta Garzia proclamata sindaca: «Non sarò la sindaca degli interessi personali»
Giu 03, 2026 - Francesco Cozzolino
La cerimonia di insediamento di Antonietta Garzia
Ercolano ha una nuova sindaca. Antonietta Garzia è stata proclamata ufficialmente prima cittadina, alle ore 12:00 del 3 giugno presso la sala consiliare del Comune, dopo una competizione elettorale che l’ha vista prevalere al primo turno con 18mila preferenze. Una sala gremita di cittadini, con la presenza del commissario prefettizio uscente, il dott. Dario Caputo che ha formalmente ceduto le consegne, e dell’ex-sindaco Ciro Bonajuto.
Presenti anche alcuni neo-consiglieri comunali, tra cui: Naomi Iodice e Carmela Saulino del Partito Democratico, Mariarca Cascone di Casa Riformista, Giuseppe Nocerino del M5S, oltre che Luciano Schifone di Fratelli d’Italia, prima candidato sindaco e ora nuovo consigliere della città per Fratelli d’Italia.
Garzia è espressione di un campo largo che ha unito Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Casa Riformista e altre liste civiche cittadine.
Il discorso di insediamento di Garzia
Nel suo primo discorso da sindaca, appuntato su alcuni fogli, Garzia ha ribadito di aver voluto la diretta streaming perché tutta la città partecipasse all’insediamento. Dopo aver ricevuto la fascia tricolore, con emozione dichiarata, ha parlato di essa come un segno d’onore, ma soprattutto: «di una grande responsabilità».
Pur ribadendo l’obiettivo di essere la sindaca di tutti gli ercolanesi, ha indicato con chiarezza quali comportamenti e logiche non intende rappresentare.
Ha dichiarato, in merito: «Non sarò la sindaca di chi considera le istituzioni uno strumento per i propri interessi», aggiungendo di non aver intenzione di rappresentare chi ritiene il Comune un bancomat o uno strumento di collocamento e di chi vorrebbe riportare Ercolano «agli anni bui e violenti in cui dominava la sopraffazione e l’illegalità». Un riferimento che la città capisce senza bisogno di ulteriori esplicitazioni.
Accanto a questi passaggi, la sindaca ha delineato la propria idea di amministrazione, affermando di voler rappresentare chi non ha partecipato al voto perché «proprio a loro occorre chiedere le ragioni dell’astensione», oltre che le fasce più fragili della popolazione e le donne che vivono situazioni di difficoltà e che spesso non riescono a chiedere aiuto. Un richiamo particolare è stato rivolto alla scuola e alla cultura, indicate come strumenti fondamentali per la crescita della comunità, viste come «l’unica strada percorribile per un rilancio collettivo».
In conclusione, ha chiesto che il discorso venisse lasciato agli atti. «Sarò questo tipo di sindaco o non lo sarò per davvero». Poi, senza indugi: «Viva Ercolano. Possiamo incominciare a lavorare».
Le priorità amministrative
Sul metodo di governo e sulle priorità, Garzia aveva già anticipato le prime mosse, ora ribadite in un’intervista per Vesuvio Live. Tra i primi provvedimenti previsti c’è l’approvazione del PUC, uno «strumento strategico di straordinaria importanza» e l’impegno nella restituzione della scuola Giampaglia a 320 bambini delocalizzati presso altre strutture, a cui si affianca il lavoro per il Waterfront e la gestione della spiaggia libera. Sul nodo giunta uno dei più delicati da sciogliere, la sindaca ha risposto con fermezza, rivendicando la priorità assoluta della città sugli equilibri di partito. Sul fronte della legalità, aveva già annunciato trasparenza: mani pulite, schiena dritta e un unico interesse, quello per Ercolano.
Le sfide della nuova amministrazione
Sul fronte interno, il percorso non si annuncia semplice. La coalizione ha trascinato la sindaca alla vittoria, lasciandole per strada quasi 2.000 voti rispetto alle preferenze messe insieme dai singoli partiti e dalle liste che la sostenevano. Il Pd, forte di nove consiglieri eletti, è in prima fila tra chi attende spazio nell’esecutivo.
Aspettando nuove sulla giunta, le parole pronunciate durante la cerimonia rappresentano il primo banco di prova della nuova amministrazione. Antonietta Garzia eredita una città che negli ultimi anni ha conosciuto importanti trasformazioni e che oggi chiede di fare i conti con criticità rimaste irrisolte.
Fra i punti più importanti c’è la gestione del territorio con le sue emergenze ambientali e la mobilità che manca completamente, passando poi per il rilancio delle attività economiche fino alle politiche sociali e la situazione di disagio giovanile. La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare gli impegni annunciati in risultati concreti, in una comunità che attende risposte e che ora pretende dalla politica di affrontare i problemi che attanagliano la città da anni.
