Attraccata a Napoli Nikiti II: la nave con 6mila tonnellate di grano ucraino

Nave ucraina
Nave ucraina

Nave con grano ucraino a Napoli. Batte bandiera panamense la Nikiti II arrivata dal porto di ucraino di Reni.

Nave con grano ucraino a Napoli

Ieri è stata sottoposta ad Istanbul ai controlli previsti dall’Accordo delle Nazioni Unite alla dogana. E’ stata sottoposta a verifiche da parte di esperti e funzionari doganali e chimici e coordinato dalla Direzione Territoriale Campania dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli.

E’ stato analizzato l’eventuale grado di radioattività della merce attraverso apparecchiature mobili e successivamente ha avviato le procedure per il prelevamento di alcuni campioni finalizzato al controllo qualità in laboratorio.

Gli esiti hanno dato risultati negativi sia in ordine al grado di radioattività sia in ordine alla sicurezza della merce a tutela della salute pubblica.

La nave trasporta oltre 6mila tonnellate di grano ucraino e le verifiche fatte ieri a Napoli sono il primo caso in Campania, anche se verifiche analoghe sono state già effettuate su imbarcazioni simili in altri porti italiani.

Grano, Coldiretti Campania: “Pronti a produrre 2mln di quintali per l’autosufficienza

Lo scorso marzo la Coldiretti aveva palesato l’intenzione di aumentare la produzione di grano in Campania per aiutare l’autosufficienza.

Gli agricoltori campani sono pronti a fare la propria parte aumentando, per le prossime semine, di 2 milioni di quintali la produzione di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione e la pasticceria – dichiara Gennarino Masiello, presidente Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale – un’esigenza fortemente sentita per la crisi del settore agroalimentare, colpito duramente dagli effetti del conflitto bellico in Ucraina“.


L’obiettivo è puntare alla costruzione dell’autosufficienza – aggiunge Masiello – di una regione che oggi non riesce a soddisfare la domanda e, dove viste le quotazioni del prezzo del grano in borsa sempre più crescenti, la coltivazione potrebbe rappresentare un investimento capace di produrre reddito per le aziende agricole“.

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