Inaugurata la Rotonda Mennato Boffa: l’unico pilota napoletano vincitore del Gran Premio di Napoli

L'inaugurazione della Rotonda Mennato Boffa


Napoli rende omaggio alla sua storia automobilistica con l’intitolazione della Rotonda Mennato Boffa, nel Viale della Rimembranza, nel cuore dell’area che fu teatro dello storico Gran Premio di Posillipo. La cerimonia si è svolta oggi, martedì 6 ottobre, alla presenza delle istituzioni e degli esponenti del mondo dell’automobilismo.

Boffa è ricordato come l’unico pilota napoletano ad aver vinto il Gran Premio di Napoli, nel 1960, al volante di una WRE-Maserati. Il circuito di Posillipo ospitò complessivamente 19 edizioni del Gran Premio tra il 1934 e il 1962, con l’interruzione dovuta agli anni della guerra.

Un omaggio a Mennato Boffa e al mondo dei motori napoletano

All’inaugurazione era presente Enzo Rivellini, presidente del Napoli Racing Show, che ha sottolineato il valore dell’intitolazione non soltanto per la figura di Boffa, ma per l’intero patrimonio legato all’automobilismo partenopeo.

«Desidero ringraziare il Sindaco Gaetano Manfredi e la Vicesindaca Laura Lieto per aver voluto rendere permanente nella toponomastica cittadina il ricordo di un grande campione napoletano», ha dichiarato Rivellini. Secondo il presidente del Napoli Racing Show, il riconoscimento riguarda anche «piloti, preparatori, meccanici, ricambisti, artigiani, officine e imprenditori» che per decenni hanno contribuito a sviluppare competenze e attività economiche legate al settore.

Il ritorno del Napoli Racing Show sul Lungomare

Per Rivellini, però, la nuova intitolazione dovrebbe rappresentare anche un punto di partenza. Napoli tornerà infatti a ospitare il Napoli Racing Show dal 27 al 29 novembre sul Lungomare Caracciolo. L’edizione 2026 prevede competizioni GT, rally, una gara valida per il Campionato Nazionale Kart e un concorso dedicato alle auto storiche.

La manifestazione sarà accompagnata anche da “Vini & Oli della Magna Grecia”, iniziativa dedicata alle eccellenze agroalimentari del Mezzogiorno che si svolgerà nell’area della Rotonda Diaz. Il programma conferma la volontà degli organizzatori di legare il motorsport alla promozione turistica e territoriale.

Il sogno di Rivellini: prima la Formula E, poi la Formula 1

Ed è proprio guardando ai grandi eventi internazionali che Rivellini ha rilanciato un progetto decisamente ambizioso: portare a Napoli una tappa del Mondiale di Formula E e, in prospettiva, creare le condizioni per ospitare anche una gara di Formula 1.

«Un sogno? Certamente. Ma i grandi progetti cominciano sempre da una visione», ha affermato Rivellini. L’idea immaginata dal presidente del Napoli Racing Show è quella di un “Gran Premio del Mediterraneo”, con le monoposto di Formula 1 in gara davanti al Golfo di Napoli e il Vesuvio sullo sfondo.

«Napoli capitale del Mare Nostrum»

Il nome proposto da Rivellini non sarebbe casuale. «Se un giorno questo sogno diventasse realtà, dovrebbe chiamarsi “Gran Premio del Mediterraneo”, perché Napoli è, per storia, cultura e vocazione, la naturale capitale del Mare Nostrum», ha spiegato.

Secondo il presidente del Napoli Racing Show, un appuntamento di questo livello potrebbe avere ricadute sul turismo, sull’economia e sull’occupazione, proiettando ulteriormente la città nel circuito dei grandi eventi sportivi internazionali. Una prospettiva che si inserisce nel percorso già avviato con le manifestazioni motoristiche sul Lungomare e con l’attenzione della città verso gli eventi internazionali.

Dalla memoria del Gran Premio di Posillipo a una nuova ambizione

Il progetto resta, allo stato attuale, una visione e non un evento già programmato. Ma l’intitolazione della rotonda a Mennato Boffa offre l’occasione per riportare alla memoria una stagione nella quale Napoli era già protagonista dell’automobilismo nazionale e internazionale.

«Onorare Mennato Boffa significa allora recuperare una grande storia per trasformarla in una nuova ambizione: riportare Napoli tra le capitali internazionali dell’automobilismo con il Gran Premio del Mediterraneo di Formula 1», ha concluso Rivellini.

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