Gemma Gionta torna in libertà: chi è la moglie di Valentino, il boss di Torre Annunziata

gemma gionta donnarummaTorre Annunziata È tornata in libertà dopo 13 anni di reclusione Gemma Donnarumma, la moglie di Valentino Gionta, considerata dagli investigatori la reggente del clan dopo l’arresto del marito avvenuto nel 1991. Costui è stato condannato all’ergastolo per associazione camorristica ed è detenuto nel carcere di Novara in regime di 41 bis.

Gemma Gionta ha 68 anni ed ha avuto tre figli da Valentino: Aldo, Teresa e Pasquale. Durante il periodo di reclusione del consorte ha assunto sia il ruolo di guida del clan sia la reggenza vera e propria dando ordini ed organizzando le attività dei valentini, che sono consistite principalmente da estorsione e spaccio di droga. L’arresto di Gemma Gionta è avvenuto il 5 novembre 2008, quando le forze dell’ordine fecero irruzione a Palazzo Fienga, il quartier generale dell’organizzazione criminale sito nel cosiddetto Quadrilatero delle Carceri di Torre Annunziata.

Nonostante il fine pena mai ed il 41 bis, Valentino Gionta continua a comunque a rivendicare il ruolo egemonico all’interno del clan, ritenendosi tuttora la guida. Le autorità hanno infatti intercettato un colloquio tra moglie e marito dove quest’ultimo diceva a Gemma: “Ricordati che quando esci tu sei comunque mia moglie. Comando sempre io nel palazzo”. L’ambito del dialogo era la gestione del conflitto con il “Quarto Sistema”, un nuovo clan sorto a Torre Annunziata negli ultimi anni e formato da ragazzi di giovane età con l’intenzione di scardinare le vecchie organizzazioni. In seguito a tali dichiarazioni Valentino è stato destinatario di un’ordinanza cautelare in carcere eseguita a novembre 2021.

La ritrovata libertà di Gemma Donnarumma potrebbe ad ogni modo rompere qualche equilibrio già precario tra i clan oplontini. La sua figura non è certamenmte di secondo piano e, adesso, le autorità sono chiamate ad intensificare i controlli sul territorio per evitare che la camorra possa ulteriormente rafforzarsi e ferire ulteriormente un territorio già depresso ed improverito principalmente proprio dalle attività camorristiche, le quali con le estorsioni hanno provocatro la chiusura di centinaia di attività commerciali.

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