Tragedia a Torre Annunziata, Vittoria di 5 anni è morta annegata: aperta inchiesta sulla sicurezza del lido

Tragedia ieri a Torre Annunziata dove la piccola Vittoria Scarpa di appena 5 anni è annegata in mare.

Vittoria Scarpa, morta in mare a 5 anni

La piccola ieri era con la madre e con la sorellina minore in uno dei lidi della città oplontina. La mamma ad un certo punti ha perso di vista la figlia ed avrebbe cominciato a chiamarla. Mentre gli altri bagnanti si sono uniti nelle ricerche anche sui social nei gruppi e sui profili privati Facebook sono stati pubblicati post con le foto della bambina e l’appello a rivolgersi subito alle forze dell’ordine. Il corpo della piccola Vittoria è stato ritrovato circa due ore dopo, all’altezza di una boa. La bimba respirava ancora ed è stata portata d’urgenza al San Leonardo di Castellammare di Stabia, ma non c’è stato nulla da fare: è deceduta poco dopo il ricovero.

Sull’accaduto la Procura di Torre Annunziata ha aperto una inchiesta. L’obiettivo degli inquirenti è capire come sia potuta arrivare in acqua da sola e se ci sono state delle falle nella sicurezza del lido. Pare infatti che i bagnini a quell’ora fossero in pausa pranzo, a dirlo è Ilmattino.it.

Il cordoglio della città oplontina

È stata la Confcommercio locale, presieduta da Giuseppe Manto a chiedere a tutte le attività di Torre Annunziata “di sospendere tutte le iniziative di festeggiamenti, di musica, di movida in generale, a seguito della brutta tragedia che si e consumata oggi e che ha portato via la piccola Vittoria”.

Severino Nappi, consigliere regionale della Lega, scrive: «Questa bellissima bimba si chiamava Vittoria, aveva 5 anni. È scomparsa oggi pomeriggio sulla spiaggia di Torre Annunziata. La famiglia l’ha cercata per oltre due ore fin quando la Capitaneria di porto l’ha ritrovata in mare. La piccola è arrivata in ospedale in condizioni disperate e, purtroppo, non ce l’ha fatta. Senza parole. Condoglianze alla famiglia, a cui mando un abbraccio fortissimo. Riposa in pace, Vittoria. Non vorremmo mai leggere di tragedie simili».

 

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