Torre Annunziata in lutto: addio a Giuseppe Lucibelli, giornalista, scrittore e dirigente veterinario

Torre Annunziata piange Giuseppe Lucibelli


Torre Annunziata si è svegliata con una notizia dolorosa: Giuseppe Lucibelli è morto improvvisamente all’età di 64 anni, nella notte tra lunedì 2 e martedì 3 novembre, probabilmente a causa di un infarto che lo ha colto nel sonno. Professionista stimato, aveva dedicato gran parte della sua vita al lavoro, al giornalismo e alla storia della sua città.

Il ricordo di Giuseppe Lucibelli: una vita dedicata alla salute pubblica e alla sua città

Dirigente veterinario dell’Asl Napoli 3 Sud, Lucibelli aveva dedicato la propria carriera alla tutela della salute pubblica. Iscritto all’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Napoli dal 1987, aveva ricoperto diversi incarichi nell’ambito dei servizi veterinari, distinguendosi anche per l’impegno nella formazione e nella divulgazione scientifica.

Accanto alla professione sanitaria aveva coltivato la passione per il giornalismo. Giornalista pubblicista dal 1987, aveva diretto dal 2015 NewsVetNapoli, periodico online dell’Ordine dei Medici Veterinari partenopei.

La scrittura rappresentava anche il modo attraverso cui esprimere il suo profondo attaccamento a Torre Annunziata. Nel 2000 aveva collaborato al volume Savoia, storia e leggenda dall’Oncino al Giraud, dedicato alla squadra biancoscudata e al suo ruolo nella memoria collettiva cittadina. Più recentemente aveva pubblicato Il leone, il sole e le stelle, un libro nato da una lunga ricerca sulle origini della propria famiglia, iniziata dopo la morte del padre nel 1994. Attraverso documenti storici e archivi, era riuscito a ricostruire le vicende del proprio cognome e le radici familiari.

Con Giuseppe Lucibelli se ne va una figura che aveva saputo unire competenza professionale, cultura e amore per il territorio. Uomo disponibile e dal sorriso coinvolgente, lascia la moglie e due figlie. A loro si stringe idealmente l’intera comunità oplontina, che oggi piange non soltanto un professionista stimato, ma un uomo che aveva fatto della propria città una continua fonte di passione e ricerca.


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