Mimmo Izzo a Vesuvio Live su Turris-Juve Stabia: “Il mio cuore è diviso. Spero in un pareggio pirotecnico”

Mimmo Izzo ci racconta Turris-Juve Stabia ai nostri microfoni


Una splendida chiacchierata tra VesuvioLive.it e Domenico Izzo. “Mimmo“, com’è chiamato da tutti è stata una bandiera del calcio campano negli anni ’80 e ’90 oltre essere stato grandissimo protagonista con Turris e Juve Stabia. Con i corallini il centrocampista ha vissuto i propri inizi salendo dalle giovanili alla prima squadra, giocando con la squadra di Torre del Greco oltre 200 partite nei professionisti. Invece, con la Juve StabiaIzzo si è consacrato giocando un pezzo importante della sua carriera e mettendo nel suo bagaglio oltre 100 partite e una stima infinita dalla piazza di Castellammare di Stabia. Con l’ex calciatore abbiamo voluto fare un punto in vista del grande derby di sabato sera tra Turris e Juve Stabia, parlando delle squadre di Caneo e Pagliuca e facendo un piccolo tuffo nel passato con i racconti e aneddoti dello storico doppio ex.

Le parole di Mimmo Izzo a VesuvioLive

Il doppio ex ai nostri microfoni ha fatto una panoramica generale sui momenti di forma delle due squadre: “Sia la Turris che la Juve Stabia arrivano in un buon periodo di forma. Gli ospiti sono inaspettatamente primi in classifica ma sono convinto che sarà una partita molto bella. Senza dimenticarci il calcio di Bruno Caneo che è ultra offensivo e che diverte tanto. La Juve Stabia invece è il contrario, segna nelle occasioni che ha e dietro non subisce quasi nulla, non a caso ha solo un gol subito in otto giornate. Sono convinto che sarò una bellissima partita”.

Turris - Juve Stabia

Turris – Juve Stabia

Il commento poi va naturalmente sulle tifoserie, come ben sappiamo sicuramente i tifosi ospiti non saranno presenti (eccezione per i non residenti di Castellammare) sabato sera. Ecco il pensiero di Mimmo: “Per me vedere le tifoserie limitate è un dispiacere enorme. Sia per l’atmosfera perché queste sono partite di cartello che tutti sognano di vedere con uno stadio pieno, ma è un dispiacere anche per le società. Avere il campo pieno significa anche introiti e la possibilità di fare maggiori investimenti nel prossimo mercato. Naturalmente mi auguro le porte aperte senza avere quei brutti episodi che spesso succedono nel mondo del calcio. Mi piacerebbe che questi derby fossero momenti di sport e unione sano e pulita senza andare oltre o superare il limite. Spero vivamente che presto torneranno ad aprire queste partite a tutti i tifosi per godere il clima che danno questi derby che sono speciali”.

Il punto approfondito sulla stagione della Turris

Mimmo Izzo parlando approfonditamente delle due squadre ha analizzato con noi prima la Turris, rispondendo alle varie domande su una difesa che continua a prendere troppi gol: “Beh i tanti gol subiti sicuro fanno pensare che qualcosa bisogna cambiare, ma non sono in grado di poter dare un consiglio a mister Bruno Caneo. Penso che bisognerà semplicemente rivedere qualcosa a livello mentale, ma anche i calciatori lo sanno. Bisogna sicuramente essere più attenti in parecchie situazioni e concentrati, non mi sento di incolpare il modulo, la Turris gioca offensiva e lo sappiamo. Bisogna semplicemente aggiustare qualcosa a livello mentale per arginare bene i tanti 1 contro 1 che si creano quando la Turris deve difendere”.

La Turris crolla per 2-1 contro il Foggia

Una delle chiavi della sfida potrebbe essere l’ex Jacopo Scaccabarozzi che Mimmo definisce così: “Jacopo Scaccabarozzi negli anni precedenti alla Juve Stabia giocava prettamente da esterno e mi piaceva per questa sua attitudine a spingere tanto, era molto simile a Spinazzola se vogliamo fare un paragone. Quando non è stato confermato mi sono meravigliato, ma ripeto è un ottimo giocatore, estremamente dinamico e ottimo in entrambe le fasi”.

Il punto sulla Juve Stabia

Come fatto con la Turris, l’ex centrocampista ci illustra e ci parla del periodo della Juve Stabia, vera e propria sorpresa di questo inizio di campionato: “Pagliuca è un grande lavoratore. A Castellammare parlano tutti bene di lui perché è un motivatore e sa bene come gestire la squadra e la classifica ce lo dimostra. La Juve Stabia è una squadra che prende pochi gol e riesce sempre a portare a casa il risultato. Come si dice, prima non prenderli e poi farli e i gialloblu riescono perfettamente a interpretare questo principio. Naturalmente è alla luce di tutti che la Juve Stabia aveva prefissato un altro obiettivo ad inizio anno ma penso che con l’andare avanti, con la spinta della piazza che è molto calda, possa aumentare ancora di più la motivazione e si possa ambire ai playoff”.

L’esultanza delle vespe

“Obiettivo a cui può ambire anche la Turris, ripeto, sono piazze molto calde entrambe, che mangiano pallone dal lunedì alla domenica, però è giusto anche tenere i piedi per terra e lavorare partita dopo partita sull’obiettivo prefissato all’inizio. Poi tutto il resto in più è ben accetto, i tifosi devono capire questo. Poi naturalmente stare sopra in classifica fa solo bene alla società. Favorisce la presenza sugli spalti del pubblico che permette di avere maggiori introiti e soprattutto potrebbe aprire a tanti investimenti importanti a gennaio per provare a fare una seconda parte di stagione da altissimo livello”.

Il tuffo nel passato, i ricordi di Mimmo Izzo sulle due piazze

Doveroso e bellissimo tuffo nel passato con Mimmo che ci parla della sua Turris e della sua Juve Stabia, raccontandoci i retroscena di quelle annate: “Per me giocare un anno in queste due piazze equivale a giocare dieci anni in altre. Ma sia come esperienza che come formazione del proprio carattere, ti formano in tutto e per tutto. Poi alla Turris c’è stato il mio inizio. Con i corallini ho giocato più del 50% delle mie partite tra i professionisti (in maglia corallo sono oltre 200). Anche con la Juve Stabia ho giocato tanto, anche lì sono oltre le 100 e quindi posso affermare che la mia carriera si è basata specialmente su queste due società. Poi ho ricordi bellissimi con entrambe, posso tranquillamente affermare di essere stato bene con entrambe le società, esperienze bellissime e questo mi rende tranquillo con me stesso. Io so di aver dato tutto per queste due maglie e dunque posso stare tranquillo sia dal lato professionale che umano”.

Maniero e il gol in rovesciata contro la Juve Stabia

Il pronostico per sabato sera

Una domanda che non è mai semplice, ma era da fare, il pronostico sul derby di sabato sera, su cui Izzo se ne esce in modo diplomatico: “Domanda difficilissima, non voglio essere ipocrita. Il cuore è diviso per entrambe. Sono stato capitano sia alla Turris che alla Juve Stabia, ho ricordi immensi con entrambe. Alla Turris ho legato i miei ricordi iniziali. Con loro ho intrapreso il percorso che poi ho confermato con il tempo e anche e soprattutto a Castellammare di Stabia. Penso che sarà una bella partita da chi vinca il migliore come dico sempre. Spero in un pareggio pirotecnico sperando che il pubblico risponda presente già da sabato e che in futuro possano far entrare entrambe le tifoserie”.

Squadra Turris Foto Salvatore Varo

“I derby sono partite particolari, decise quasi sempre da episodi individuali. Dalla parte dei corallini ci sono giocatori del calibro di Maniero e Giannone che possono risolverla con una prodezza. Dall’altra c’è Leone che per me è un ottimo calciatore e che riesce ad equilibrare molto bene la squadra”.

Il tema under e il racconto e il retroscena alla Turris

Un tema su cui spesso ci interroghiamo è quello sulla questione under. Turris e Juve Stabia sono due squadre che quest’anno hanno puntato molto sui giovani. Con Mimmo parliamo della regola del minutaggio, su cui l’ex centrocampista ci racconta di uno splendido retroscena ai tempi della Turris: “Chiamare under dei ventenni per me è eccessivo. Io quando ho iniziato la mia carriera alla Turris c’era il presidente Gaglione che puntava tantissimi sui giovani e ogni anno salivano un paio di calciatori in prima squadra. Io a 17 anni giocavo già in prima squadra. Si può dire che se c’era il minutaggio 45 anni fa il presidente era già avanti di mentalità”.

La Turris 81/82 che con età media di 21,5 anni si giocò il campionato fino alla fine

“Ma in campo noi giovani eravamo già protagonisti, con ruoli chiave. Io penso che non conta l’età puoi avere 17, 18, 19 anni ma se sei pronto e preparato puoi tranquillamente giocare titolare. Se un calciatore ha capacità tecniche, mentali, qualità e tutte le caratteristiche che servono perché non dovrebbe giocare? Sulla regola non condivido perché penso che i giovani se giocano è perché sono bravi e preparati e non perché lo impone il minutaggio”.


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