Passeggio a Turris Live: “Ho dato una data e non andrò oltre. Il calcio non si fa in due mesi”
Apr 15, 2026 - Michele Massa
Il futuro della Turris passa anche dalle parole di Gianluca Passeggio, che ha ufficialmente presentato la propria candidatura per rilanciare il calcio a Torre del Greco. Un intervento chiaro, diretto e ricco di spunti, in cui l’imprenditore ha delineato la propria visione tra ambizione, sostenibilità e rispetto per una piazza reduce da anni complicati.
Le parole di Gianluca Passeggio a Turris Live
Passeggio non nasconde i suoi obiettivi, ma allo stesso tempo invita alla calma e alla programmazione:
“Io vengo a Torre perché vorrei arrivare in Serie A, casomai. La Serie C è un obiettivo minimo, metterci il piede, ma si parte da una base. Il calcio non si fa in due mesi, si costruisce con un percorso. Non bisogna farsi prendere dalla voglia di vincere per forza subito. Oggi dove stiamo? Da qualche parte bisogna partire.”
Un concetto che si lega inevitabilmente alla tempistica, già stretta per organizzare la prossima stagione:
“Siamo al 15 aprile e siamo già in ritardo per programmare una stagione. Ho dato una data entro cui attendo una risposta, poi vado oltre.”
Alla base del progetto c’è una struttura chiara, che parte dal settore giovanile:
“Si parte sempre dall’academy, perché è il cuore di una squadra. I bambini sono i primi tifosi. Non esiste una squadra degna senza un settore giovanile importante, con investimenti seri.”
Dal punto di vista economico, Passeggio ribadisce un approccio prudente ma concreto:
“Non spenderò mai più di quello che posso. Se posso fare calcio con un euro, lo faccio con un euro, se posso farlo con un milione lo faccio con un milione. Nel calcio non è detto che chi spende di più vince.”
Un’idea che si riflette anche nella gestione delle strutture e nel rapporto con l’amministrazione:
“Non voglio niente regalato. Voglio pagare, ma avere le condizioni per lavorare. Ho bisogno delle attrezzature per fare calcio, non di favori. Io pago anche cifre importanti per un campo, ma devo poter lavorare bene. Si partirà dal Liguori, che è la casa della Turris.”
Tra i passaggi più particolari e significativi c’è quello legato al rapporto con i tifosi, che Passeggio vuole costruire sul campo, senza scorciatoie:
“Se metto piede a Torre io la campagna abbonamenti non la faccio. Se il tifoso reputa che la squadra sia all’altezza viene allo stadio, altrimenti è giusto che non venga.”
Un messaggio forte, che evidenzia la volontà di guadagnarsi la fiducia della piazza con i risultati e non con promesse.
Grande attenzione anche all’identità storica del club:
“Ho già fatto tutto l’iter per eventualmente partire con la Turris 1944. Io parto sempre dall’identità: logo, nome, storia. È la prima cosa.”
E proprio sulla piazza di Torre del Greco, Passeggio spiega cosa lo ha spinto a farsi avanti:
“Trovo in Torre del Greco una piazza più predisposta a fare un certo tipo di calcio.”
Consapevole delle ferite recenti, l’imprenditore mostra rispetto per tifosi e istituzioni:
“Il sindaco fa benissimo a prendere tutte le garanzie possibili. I tifosi devono controllare tutto, è giusto dopo quello che è successo.”
Infine, una chiusura che mette il progetto al di sopra della figura personale:
“Se c’è qualcuno più bravo di me per il bene della Turris io faccio un passo indietro. Non è importante se vengo io o no, è importante che venga una persona seria. Io ho fatto candidatura perché voglio divertirmi e perché ho un progetto serio.”
Parole che delineano un’idea precisa: una Turris costruita con programmazione, identità e sostenibilità, con l’obiettivo di tornare a crescere passo dopo passo e, soprattutto, riconquistare la fiducia di una piazza che chiede fatti concreti.
