Torre del Greco, all’Istituto Nautico Colombo si chiude “Onde Sonore 2.0”: musica, inclusione e crescita
Mag 29, 2026 - Giuseppe Mennella
Si è concluso con un pomeriggio all’insegna della musica il progetto “Onde Sonore 2.0”, percorso formativo che ha coinvolto oltre 20 studenti dell’Istituto Nautico Colombo di Torre del Greco in un’esperienza artistica e umana fatta di collaborazione, condivisione e crescita personale.
Guidati dal maestro Iacentino Di Cresce, esperto esterno del progetto, i ragazzi hanno lavorato per 30 ore alla realizzazione di tre brani eseguiti in forma orchestrale: “La notte” di Arisa, “Cinque giorni” di Michele Zarrillo ed una produzione dance elettronica, suonati e cantati dagli stessi studenti, molti dei quali partiti praticamente da zero.
Il progetto rientra nelle attività PON promosse dall’istituto e prosegue un percorso avviato ormai da diversi anni, fondato sull’idea della musica come strumento educativo e sociale.
La docente tutor: “La musica serve alla coscienza del sé e alla socializzazione”
A raccontare il valore del progetto è stata la docente tutor Ines Esposito: “Il progetto PON Onde Sonore 2.0 è un’esperienza che parte da lontano, siamo arrivati alla quinta annualità, un progetto interclasse che serve per avvicinare i giovani non solo alla conoscenza del suono e della cultura musicale ma soprattutto un progetto che serve alla coscienza del sé e alla socializzazione”.
La docente ha sottolineato l’importanza del fare gruppo attraverso la musica, trasformando studenti provenienti da classi differenti in una vera comunità.
“Attraverso lo stare insieme con la musica e nella musica si fa un gruppo classe eterogeneo dove ciascuno riesce attraverso la musica ed il canto a conoscere meglio se stessi e gli altri”.
E ancora: “La valenza di questo progetto è aggregazione, partecipazione, solidarietà, fare un tutt’uno, fare squadra e conoscere il bello dello stare insieme”.
Il maestro Iacentino: “La musica e l’orchestra sono sinonimo di società”
Grande soddisfazione anche nelle parole del maestro Iacentino Di Cresce, che ha accompagnato gli studenti lungo tutto il percorso laboratoriale: “È stata un’enorme esperienza anche quest’anno perché ogni volta che si ha a che fare con i ragazzi c’è sempre un’esperienza nuova e non è mai scontato nulla”.
Nonostante il tempo limitato, il risultato finale è stato particolarmente importante: “In 30 ore siamo riusciti a fare un gran progetto, tre pezzi molto significativi”.
Il maestro ha poi evidenziato il valore educativo dell’esperienza musicale, richiamando anche una celebre riflessione del direttore d’orchestra Riccardo Muti: “La musica e l’orchestra sono sinonimo di società: tutti lavorano per uno scopo unico, quello dell’armonia di tutti”.
Da qui l’appello a investire sempre di più nella formazione musicale anche nelle scuole che non hanno un indirizzo specifico: “È fondamentale dare fiducia e la possibilità di lavorare con la musica anche nelle scuole che non fanno parte di un indirizzo musicale”.
Un progetto che ancora una volta ha dimostrato come la musica possa diventare molto più di una semplice attività didattica: uno spazio di crescita, ascolto reciproco e costruzione di comunità.
