RETTIFICA/ Nando De Marco a Torre, lo spettacolo neomelodico faceva parte di un momento religioso: i dettagli


In seguito al nostro articolo del 14 settembre 2026 riguardo l’evento musicale di largo Gabella del Pesce di sabato 12 settembre che ha visto partecipare il cantante Nando De Marco, la nostra redazione ha ricevuto ulteriori dettagli sulla procedura autorizzativa seguita per la manifestazione, che pubblichiamo di seguito.

La richiesta della parrocchia di San Giuseppe alle Paludi

In data 25 luglio 2026 la chiesa di San Giuseppe alle Paludi, a firma del parroco don Daniele Izzo, insieme all’UCO Maria Santissima dell’Arco e della Libera di Torre del Greco, aveva inoltrato a mezzo protocollo generale all’attenzione del comando di polizia municipale ed al commissariato di pubblica sicurezza una richiesta di intervento per manifestazione religiosa.

La richiesta, regolarmente acquisita a protocollo, visionata e firmata dal vice comandante Andrea Formisano, riportava come schema di programma della giornata di sabato scorso un momento di preghiera alle 18.30, la messa delle ore 19, una processione nelle vie parrocchiali che non avrebbe intralciato la viabilità ed un successivo momento canoro, il tutto nell’area di largo Gabella del Pesce per il quale si richiedeva spazzamento, lavaggio e disposizioni di divieto di sosta.

Lo stesso parroco don Daniele Izzo ha sottolineato come sia stata premura propria richiedere in tempo debito le dovute autorizzazioni, ivi compreso il pagamento della SIAE per la pubblica esecuzione dello spettacolo. Il parroco di san Giuseppe alle Paludi ha inoltre dichiarato di aver fatto anche presente al confratello parroco di Santa Maria di Portosalvo della contemporaneità dei due momenti religiosi, nel tentativo di cooperare per la migliore riuscita degli stessi, evitando quindi eventuali sovrapposizioni di spazi e di suoni.

La risposta della polizia municipale

A specifica richiesta di chiarimento circa le dichiarazioni iniziali secondo cui l’evento sarebbe stato “non autorizzato”, informazione inizialmente riportata nel nostro articolo, il comandante di polizia municipale Gennaro Russo ha chiarito la prassi che l’organizzazione di tali eventi richiede.

“Trattandosi di manifestazione religiosa non è sottoposta ad autorizzazione. Si tratta di una deroga alle normali procedure previste per i privati ed è competenza della polizia di stato trattandosi di norme relative al testo unico di pubblica sicurezza”.

“All’interno della manifestazione – chiarisce Russo – si è svolto uno spettacolo musicale ma noi non abbiamo rilasciato alcuna licenza di pubblico spettacolo”.

“La richiesta effettivamente pervenuta includeva un momento canoro, non si fa riferimento ad uno spettacolo musicale con artisti. Il momento canoro s’intende sempre inserito nel contesto religioso e non contempla alcuna autorizzazione”.

“Se all’interno di quella manifestazione ci sia stato qualcosa che andava preventivamente autorizzato sono accertamenti che non competono la polizia municipale ma la pubblica sicurezza”.

Stando alle dichiarazioni dello stesso parroco presente in loco, l’evento musicale seppur comunicato come parte di un momento religioso si sarebbe svolto in maniera perfettamente ordinata, nel rispetto degli spazi pubblici, con un numero limitato e ragionevole di persone e la definizione “Torre del Greco bloccata” utilizzata dallo stesso artista per promuovere il proprio intervento rientrerebbe in una formula, appunto, promozionale e gergale e non nell’attestazione del fatto che l’evento fosse particolarmente affollato da causare problemi agli spettatori o a terzi. Gli stessi filmati diffusi a mezzo social da De Marco rappresenterebbero una partecipazione limitata e contingentata ampiamente all’area non transitabile dai veicoli.

Una considerazione: quanto pesano le parole dei personaggi pubblici

Un problema, e questa è una nostra considerazione, limitato quindi alla definizione burocratica dell’evento e originato dalla buona fede di tutti gli attori citati. L’evento era stato definito inizialmente “non autorizzato” ma, formalmente, per come era stato annunciato non necessitava di alcuna autorizzazione e ci scusiamo con coloro che si sono sentiti toccati da tale definizione.

Resta, purtroppo, aperto il nostro interrogativo, lo stesso che ha sollecitato la nostra analisi dell’accaduto. I personaggi pubblici, gli artisti, soprattutto se hanno un seguito importante dovrebbero “pesare” le loro parole ed il senso che ne può derivare. Si tratta, a nostro modo di vedere, di una responsabilità etica da parte di chiunque goda di una certa notorietà. Quindi continuiamo a chiederci: è davvero tollerabile che un personaggio pubblico con centinaia di migliaia di fan reputi normale vantarsi di aver bloccato una città?

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