Perché si regalano i cioccolatini a San Valentino? La risposta


Nei giorni che precedono San Valentino le vetrine di negozi e pasticcerie si riempiono di dolciumi e di cioccolatini di ogni forma e grandezza. Ma perché si regalano proprio i cioccolatini nel giorno degli Innamorati?

Forse perché il cioccolato è da sempre sinonimo di dolcezza? O perché ha poteri afrodisiaci? Niente di tutto ciò!

Il cioccolato in passato era un prodotto molto costoso perché non era facilmente reperibile data la sua provenienza dalla lontana America Latina. Era considerato un prodotto di élite, solo le classi sociali più elevate potevano permettersi di acquistarlo e quindi essendo un prodotto di lusso appariva come un regalo speciale da regalare alla persona amata.

Inoltre il cioccolato era visto come una pozione d’amore, come qualcosa di magico che potesse sciogliere anche i cuori più freddi, per questo motivo ancora oggi il 14 febbraio gli innamorati si scambiano cioccolatini giurandosi eterno amore.

Anche nel resto del mondo si celebra il San Valentino. In Germania si regalano scatole di cioccolato al marzapane, in Giappone invece sono le ragazze a comprarli per i propri uomini, anche ai padri e ai fratelli o semplicemente agli amici. I giapponesi hanno creato diversi tipi di cioccolato da regalare in base al sentimento che lega la ragazza all’uomo che riceve il dono: il cioccolato del “dovere” (Giri Choko), quello da regalare all’amico (Tomo Choko) e quello da donare all’uomo “prescelto” (Honmei Choko, “Honmei”). Dopo un mese, quindi il 14 marzo, coloro che hanno ricevuto cioccolatini in dono ricambieranno con del cioccolato bianco accompagnato da altri regali preziosi.

Inoltre vi siete mai chiesti perché, in particolare, i Baci Perugina siano diventati il simbolo di San Valentino? Il celebre cioccolatino fu ideato agli inizi degli anni Venti da Luisa Spagnoli impastando con altro cioccolato, i frammenti di nocciola che venivano gettati durante la lavorazione dei dolciumi. Ne venne fuori uno strano cioccolatino dalla forma irregolare, che ricordava l’immagine di un pugno chiuso, dove la nocca più sporgente era rappresentata da una nocciola intera. Fu chiamato così “Cazzotto”.

Giovanni Buitoni, amministratore delegato della Perugina, non convinto che fosse una buona idea proporre dei cioccolatini da regalare denominati “cazzotto”, li chiamò “Bacio”. I primi cartigli apparvero negli anni Trenta ma la versione dei messaggi d’amore come li conosciamo oggi si deve a Luisa che aveva l’abitudine di scrivere delle frasi al suo amante e arrotolarle attorno ai cioccolatini. E i due amanti sulla scatola? Secondo la tradizione si tratterebbe proprio di Luisa Spagnoli e del suo amato immortalati per sempre sulla confezione blu e argento.


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