L’Ultima Cena napoletana: a Nola un quadro misterioso come quello di Leonardo

A Nola, nel refettorio del complesso monumentale di Sant’Angelo in Palco di proprietà dell’Ordine dei Frati Minori Francescani, è conservato un affresco rinascimentale del 1503 dalla singolare bellezza ma, dal significato emblematico. Stiamo parlando di un dipinto intitolato “L’ultima cena”.

L’autore resta anonimo, quel che è certo è che il dipinto in questione ha delle forti similitudini con le teorie esposte nel celebre libro “Il codice da Vinci” dell’americano Dan Brown. L’autore sosteneva che, nell’opera di Leonardo da Vinci “L’ultima cena”, accanto a Gesù non vi fosse Giovanni l’Evangelista ma Maria Maddalena, da lui ritenuta la sposa di Cristo dalla cui unione sarebbe nata la stirpe dei Merovingi.

Proprio come nel libro, anche intorno l’affresco custodito a Nola, ruotano teorie per lo più blasfeme: la persona che siede alla sinistra di Gesù e che tra l’altro poggia il capo sulla spalla di quest’ultimo cingendogli pure il braccio, è probabile che sia una donna, basti notare i suoi tratti fisici tutt’altro che maschili.

Nonostante vi siano milioni di studiosi, fedeli, atei, che vogliono visitare il luogo per osservare e mettere a confronti i due dipinti, da oltre quattro anni, sul complesso vige un divieto di apertura al pubblico che sta seriamente mettendo a repentaglio l’integrità e la ricchezza storica, artistica e religiosa del complesso cinquecentesco.

A sostegno della sua riapertura è intervenuto il Presidente dell’Associazione Europea Nola – Bordeaux Alfredo Mazza, che ha lanciato un disperato sos al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, ai Presidenti delle Commissioni Beni Culturali della Camera e del Senato, al Ministro generale dei Frati Minori Francescani, al Sindaco Geremia Biancardi e al Vescovo di Nola Francesco Marino, chiedendo loro un aiuto concreto per salvare la struttura, gioiello del patrimonio culturale partenopeo, dall’oblio e dal degrado.

Che queste teorie siano vere o meno, il complesso francescano, contenitore del “Codice da Vinci nolano” non può rischiare d’esser chiuso definitivamente.

Fonti:
www.ultimacena.com
www.ilmattino.it

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