Ferdinando IV o “Re Nasone”: monarca rustico che amava Napoli ed il suo popolo

Re Nasone

Passato agli annali di storia come Re Nasone e Re Lazzarone, nomignoli datigli dai lazzari napoletani in giovane età, Ferdinando IV di Napoli (contemporaneamente Ferdinando III di Sicilia, prima che  le due corone fossero fuse nel Regno delle Due Sicilie) è stato il primo sovrano a nascere nel Regno della casata dei Borbone di Napoli. Il suo, durato sessantasei anni, è stato il terzo regno dopo quello del padre Carlo III di Spagna e del nonno Filippo V di Spagna.

Nato a Napoli nel 1751, come Ferdinando I di Borbone, morì nel 1825 dopo uno dei regni più longevi della storia, data la sua giovane età quando salì al trono. Avendo solo otto anni gli si affiancò un Consiglio di Reggenza, presieduto dal toscano Bernardo Tanucci, che si trasformò in Consiglio di Stato quando il re divenne maggiorenne. Re Nasone è stato condannato dalla storiografia a causa dei suoi atteggiamenti poco consoni ad un monarca, ma il suo buon carattere ne valse il ritratto di un uomo ricco di buon senso e che amava il suo popolo, tanto da scegliere fin dalla giovane età di stare in mezzo alla gente e di voler parlare la Lingua Napoletana. Il giovane Ferdinando amava stare all’aria aperta, adorava la caccia, la pesca e cavalcare era il suo hobby preferito. Si esprimeva solo in Napoletano e alla compagnia dei cortigiani preferiva quella dei servi, educato dal principe di San Nicandro, individuo definito dai contemporanei gretto ed ignorante, riuscì a fare del suo discepolo un uomo dai tratti rustici, curandolo più nel fisico che nello spirito. Alexandre Dumas, il quale è stato tuttavia spesso eccessivamente duro e fazioso nei confronti dei Borbone di Napoli, racconta che durante i consigli di stato aveva proibito l’uso dei calamai, perché si stancava di scrivere e per la sua firma riuscì a far meglio di Napoleone, che ridusse la sua ad una sola lettera “N”, Re Nasone faceva apporre un timbro da Tanucci.

Il matrimonio con Maria Carolina d’Asburgo avvenne per Procura a Vienna il 7 aprile del 1768. Nonostante i loro diciassette figli, di cui solo quattro riuscirono a sopravvivere ai genitori, la loro unione fu ricca di episodi di reciproca infedeltà. Re Nasone amava intrattenersi con donne di rango nobile dalla rinomata bellezza, ma anche con le contadine prosperose della campagna campana.

Tra le molte iniziative di governo che realizzò ci fu l’istituzione del centro di selezione equina di Serre (1763), finalizzata a rinsaldare le tradizioni cavallerizze napoletane, dando origine ad una stirpe di robusti cavalli e nel 1779 fondò la manifattura di San Leucio, per la produzione della seta. Altro grande primato del Regno di Napoli fu, infatti, la realizzazione di una vera e propria industria tessile con macchinari all’avanguardia per l’epoca. In realtà Re Nasone creò un vero e proprio borgo attorno a questa sede di produzione, dando lavoro a migliaia di persone. Un sito che oggi è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

San Leucio
Macchinari per la produzione della seta, San Leucio

Un altro dei suoi meriti è stato il grande impulso che diede alla flotta militare, infatti, sotto la sua direzione la Real Marina del Regno delle Due Sicilie venne riorganizzata e divisa in squadre di Vascelli e di Sciabecchi. Fondò il Cantiere navale di Castellammare di Stabia, che fu subito messo in moto per nuove costruzioni e potenziò la formazione dei giovani ufficiali.

Sotto la sua direzione la Real Marina del Regno delle Due Sicilie conobbe un potente impulso, che aveva come scopo finale l’allestimento di una flotta militare che consentisse vincenti campagne espansionistiche. Nel 1788 la Marina napoletana arrivò a contare 39 navi armate, con 962 cannoni. L’Armata di Mare contava 2.128 fanti di marina, 470 cannonieri, 270 marinai di posto fisso, 4 capitani di vascello, 10 capitani di fregata e un gran numero di ufficiali di grado inferiore e nel 1787 fondò la Reale Accademia Militare.

Sotto il suo Regno furono portati a compimento alcuni progetti iniziati dal padre Carlo, come gli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, la fabbricazione delle Porcellane di Capodimonte e la Reggia di Caserta capolavoro di Luigi Vanvitelli. Di suo Re Nasone fece il teatro dell’opera buffa che prese il suo nome, come quello dell’opera seria prese il nome del padre, esempio esemplificativo della differenza caratteriale tra i due sovrani.

Questo articolo fa parte della rubrica I figli illustri di Napoli.

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