Cos’era un castello? Perché e quando veniva eretto

castel dell'Ovo

Il castello è da sempre nell’immaginario collettivo un luogo fantastico, fatto di misteri e denso di segreti. In ogni castello che si rispetti c’è il fossato col ponte elevatoio, almeno una torre, principi e principesse, cavalli e meravigliosi saloni da ballo.

Ma in realtà cos’è un castello? E’ un complesso architettonico composto da più edifici fortificati, tipico del periodo medioevale, che sorge solitamente in un luogo strategico, quasi sempre in posizione elevata o arroccata e facilmente difendibile. Il nome castello deriva dal termine latino “castrum“, che era un accampamento militare di epoca romana, organizzato con diverse strutture di difesa.

castrum
“Castrum” militare romano

Ma come nacquero i castelli? Con la decadenza del potere imperiale e la conseguente caduta dell’impero romano gli ingegneri romani iniziarono ad erigere mura per difendere le città e gli agglomerati urbani, a causa dell’arrivo dei Barbari. Inizialmente i castelli erano dei villaggi fortificati caratterizzati da una struttura abbastanza primitiva: recintati da palizzate in legno e circondati da fossati. Queste fortificazioni però erano molto semplici da abbattere, infatti tra il IX ed il X secolo, l’Europa fu attaccata da tre diverse popolazioni: saraceni, che partivano dai porti presidiati dagli arabi; normanni, un popolo del Nord Europa e gli ungari. In aggiunta ci fu la totale crisi del potere carolingio, avvenuta a seguito della morte di Carlo Magno (814 d.C), dovuta all’incapacità dei suoi successori di governare e fronteggiare questi attacchi nemici.

Invasioni
Invasioni barbariche. Fonte: Atlante storico “L’Universale”

Dal XI secolo, la pietra sostituì il legno nelle fortificazioni, con la costruzione delle mura di cinta, il ponte levatoio ed il cancello ad inferriate all’ingresso, presidiato da due torri. Anche all’interno la struttura del castello divenne più articolata e molto spesso il signore viveva proprio dentro la grande torre centrale detta mastio (Maschio o Donjon). Nel tardo XVI secolo i castelli medievali vennero fortemente trasformati, a causa dell’utilizzo di armi da fuoco. Le torri alte e quasi affusolate divennero così più basse e larghe per resistere ai colpi d’artiglieria.

Anche se progettati diversamente, tutti i castelli presentano alcuni canoni architettonici:

Residenza fortificata, l’abitazione della famiglia feudale e della corte;
Torri difensive, tra cui il Mastio o Donjon la torre più grossa, residenza dei feudatari ed estrema difesa in caso di attacco e torri difensive minori;
Cappella;
– Accesso laterale;
– Torrette del mastio collegate con scale a chiocciola alle torri esterne difensive;
– Garitte a strapiombo, camere delle sentinelle e torrette di guardia;
– Merlatura;
– Cammino di ronda;
– Fossato;
– Barbacane (rinforzi alla cinta muraria).

portone
La porta bronzea del Maschio angioino dove è rimasta conficcata una palla di cannone (datata al 1475).

Il fossato poteva essere semplice o colmo d’acqua e serviva ad impedire al nemico di attaccare le torri dal basso e poteva essere superato tramite ponti fissi in muratura o ponti levatoi in legno, i quali venivano sollevati in caso di attacco per impedire alla fanteria di colpire gli ingressi (come in foto, di cui già abbiamo parlato in un precedente articolo) e anche di raggiungerli. Caratteristica dei castelli è la merlatura, che consiste in un’alternanza di pieni e vuoti nella muratura, a formare una sommità dentata per proteggere i soldati sui camminamenti dagli attacchi di arcieri e frombolieri. Dai bordi dei merli e nelle pareti si aprivano le caditoie, ossia delle botole che consentivano di rovesciare sui nemici acqua o olio bollente e pietre. Le torri, che potevano essere scoperte o coperte da un tetto a capanna, erano quadrate nel primo periodo, permettevano alcune linee di tiro ed erano soggette a scavi nelle fondamenta da parte dei nemici per farle crollare. Quelle poligonali, che offrivano più linee di tiro, comparvero più tardi e quelle rotonde poi andarono a sostituire le precedenti perché non potevano essere minacciate dagli scavatori e offrivano illimitate linee di tiro.

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Ingresso e ponte levatoio del Castello di Baia

Particolare era la struttura difensiva della città di Napoli. Essa era denominata in antico la “città dei sette castelli“, come abbiamo già raccontato in un precedente articolo. Questo perché era provvista di un sistema difensivo ben studiato e che poche città potevano vantare. Castel Capuano, Castel dell’Ovo, Castel Nuovo (Maschio Angioino), Castel Sant’Elmo, Castello del Carmine, Castello di Nisida e il Forte di Vigliena, sono sistemati in maniera strategica a difesa dell’importante Golfo di Napoli.

 

BIBLIOGRAFIA:

Aldo A. Settia. Castelli e villaggi dell’Italia padana, Napoli, 1984; Gabriella Piccinni. I mille anni del medioevo, Milano, Bruno Mondadori, 1999; Paolo Cammarosano. Nobili e re: l’Italia politica dell’altomedievo, Roma-Bari, Laterza, 1998; Pierre Toubert. Dalla terra ai castelli. Paesaggi, agricoltura e poteri nell’Italia medievale, Torino, Einaudi, 1997; Sauro Gelichi, Introduzione all’archeologia medievale, Roma, Carocci Editore, 1997; Jean Pierre Poly – Eric Bournazel, Il mutamento feudale – Secoli X-XII, Milano, Mursia, 1990; “Atlante Storico. Cronologia della storia universale”, L’Universale, 2005.

Questo articolo fa parte della rubrica Archeo Vesuvio.

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