Villa Bisignano: storia della villa vesuviana di Barra e della collezione Roomer

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Villa Bisignano, Wikipedia

Nell’elenco delle 122 Ville Vesuviane del XVIII e del XIX secolo censite dall’Ente per le Ville Vesuviane nato nel 1971 (dal 2009 Fondazione Ente Ville Vesuviane), molte delle quali situate nei territori di Ercolano e Torre del Greco e storicamente dette Ville Vesuviane del Miglio d’Oro, si trova anche Villa Bisignano, oggi conosciuta anche come Villa Roomer o Palazzo Rodinò, sita a Napoli, all’interno del quartiere Barra.

Ricordiamo tra le altre Ville Vesuviane site a Barra: Villa Filomena, Villa Pignatelli di Monteleone e Villa Spinelli di Scalea, tutte nelle immediate vicinanze di Villa Bisignano. Tra le altre Ville Vesuviane, invece, ricordiamo Villa Tufarelli nel cuore di San Giorgio a Cremano, Villa delle Ginestre a Torre del Greco, Villa Gallo a Portici e Villa Passaro a Ercolano.

Storia di Villa Bisignano

Villa Bisignano (villa appartenuta ai principi Sanseverino di Bisignano e conti di Chiaromonte), fu costruita nel 1500 circa per volere della famiglia Carafa originaria di Maddaloni in quella che, ad oggi, è una delle vie principali di Barra: il Corso Sirena. L’attuale aspetto della villa risale a quelli che furono i restauri settecenteschi voluti dai più celebri tra i proprietari della struttura (lavori ricordati da una lapide nell’androne datata 1776).

Nel 1656, infatti, il Roomer cedette la villa ai D’Avalos marchesi del Vasto. All’inizio del ‘700, questi la passarono al principe Girolamo Maria Pignatelli. Passò poi nel 1765 a Pietro Antonio Sanseverino, conte di Chiaromonte e poi al figlio Luigi, principe di Bisignano. In ultimo, la villa arrivò al barone Rodinò una volta sposata una Bisignano per poi essere donata al Comune di Napoli.

La villa, anche e soprattutto conosciuta come Villa Roomer (ma anche come Palazzo Rodinò, per anni sede della scuola media statale omonima), fu ampliata nel 1630 per volontà del banchiere fiammingo Gaspare Roomer il quale vi ospitò anche la sua famosa collezione di opere d’arte. Infatti, all’interno della villa sono presenti affreschi di Aniello Falcone datati 1647 che l’artista realizzò specificatamente per il banchiere fiammingo.

I più celebri tra questi affreschi raffigurano una grande battaglia e le storie di Mosè. La decorazione della volta di quella che fu la biblioteca del celebre proprietario, inoltre, è decorata con cinque affreschi: la Battaglia tra Israeliti ed Amalachiti, l’Attraversamento del Mar Rosso, l’Adorazione del serpente di bronzo, Mosè fa scaturire l’acqua dalla rupe e il Ritrovamento di Mosè.

Biografia di Gasparo Roomer

Gaspar Roomer (italianizzato Gasparo), fu un illustre banchiere fiammingo, mecenate e collezionista d’arte, di natali olandesi, ma napoletano di adozione. Avendo vissuto nella città partenopea sin dal 1630 e per oltre quarant’anni, il banchiere divenne presto ricco e famoso grazie alle sue attività commerciali e al suo incarico di finanziere del re di Spagna Filippo IV. Si trasferì, dunque, a Napoli nella villa che, attualmente, ancora porta il suo nome.

Gaspar Roomer fu, dunque, molto attratto dall’arte non solo per riempire la sua villa: era solito dedicarsi, infatti, al commercio di dipinti lungo tutta la penisola italiana grazie anche alla collaborazione di agenti come gli artisti e commercianti fiamminghi di sua conoscenza Cornelis de Wael e Abraham Brueghel, residenti rispettivamente a Genova e Roma.

Struttura di Villa Bisignano

L’intero complesso architettonico della villa presenta un buono stato di conservazione ma ha perso il parco che ospitava l’orto botanico e numerose sculture. La struttura nel suo complesso, inoltre, mostra chiaramente la stratificazione del gusto architettonico mutato negli anni di vita della villa. La pianta è rettangolare e risponde prettamente al gusto cinquecentesco mentre la torre, che contraddistingue l’edificio, potrebbe essere una reminiscenza delle antiche ville turrite presenti sul territorio già a partire dal secolo precedente.


La pianta del palazzo è a U e aperta su un cortile porticato aperto sul viale che dava accesso a quello che, a suo tempo, era il sopracitato parco della villa. Sul portico e sulle ali laterali del cortile corre una vasta terrazza con una balaustra in piperno scolpita e rivolta verso il Vesuvio da una parte e il mare dall’altra. Cortile e terrazze siffatte fanno supporre che in passato questi ambienti siano stati utilizzati per feste e spettacoli teatrali.

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