Il tempio di Atena a Punta Campanella


Spartiacque tra il Golfo di Napoli e quello di Salerno, l’attuale Punta Campanella in passato avrebbe ospitato un tempio in onore della dea greca Atena. In effetti, gli antichi Greci parlavano di un promontorio Ateneo e più fonti citano l’Athenaion, la cui fondazione mitica è attribuita a Ulisse. Gli stessi Romani in seguito vi praticarono il culto della dea Minerva, corrispettivo romano della divinità greca, dea della saggezza e dell’ingegno.

La presenza del tempio è attestata dalle fonti letterarie e storiche, tra cui “La Geografia” dello storico greco Strabone. Nel 172 a.C., ad esempio, a Roma il collegio dei decemviri decretò che per espiare certi prodigi, si dovessero compiere sacrifici sul Campidoglio ma anche in Campania, presso il tempio di Minerva. Ancora, il tempio compare anche nella Tabula Peutingeriana e Livio ne comunica la fama nella città di Roma.

Per quanto riguarda l’archeologia, i ruderi tuttora visibili intorno alla torre saracena sono, con buone probabilità, dei resti del basamento di un tempio posto a sud della torre; più in basso, uscendo dal crepaccio, ai piedi dello strapiombo roccioso si è rinvenuta, non molti anni or sono, un’iscrizione in lingua osca, scolpita direttamente sulla roccia, che fa riferimento al Templum Minervae soprastante. Infatti – come riferito dal portale PuntaCampanella.org – si parla di tre Meddices Minervii, magistrati della dea, che avrebbero costruito una scala d’ingresso al santuario. Inoltre, i rinvenimenti nella zona di frammenti di ceramica, di monete e di terrecotte figurate di età preromana provengono sicuramente da una stipe votiva, riferibile con ogni probabilità proprio al santuario di Atena.

Ad ogni modo, sulla posizione del santuario di Minerva a Punta Campanella la discussione rimane aperta. Anche perché ben poco è rimasto di questo complesso, a causa dell’esposizione agli agenti atmosferici e, soprattutto, per via delle diverse costruzioni che si sono succedute sul sito: torre di avvistamento, faro con casa del guardiano annessa, nuovo faro automatico costruito negli anni 1970, batterie poste dai Francesi al tempo di Murat per evitare lo sbarco degli Inglesi a Capri.

Oggi, comunque, sul promontorio sorge la Torre di Minerva (in foto), fatta costruire da re Roberto d’Angiò nel 1334, e rifatta nel 1566. La torre aveva una funzione di allarme in caso di attacchi di pirati e faceva parte di una serie di torri di avvistamento costruite lungo tutta la penisola sorrentina. Sulla torre veniva fatta suonare una campana in caso di allarme e a ciò si deve l’attuale nome di Punta Campanella.


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