Il reportage di eventi: così i fotografi Catapano e De Falco catturano le emozioni reali

Foto di Stefano De Falco

Quando si pensa alla fotografia di cerimonia vengono subito in mente quei grossi album con gli scatti realizzati ai matrimoni di genitori, nonni o zii. Immagini praticamente tutte uguali, in pose statiche, che non riescono a trasmettere la gioia e le emozioni vissute in quei giorni. Lo stesso si può dire per quanto riguarda gli eventi pubblici, dove le foto sono spesso una semplice giustapposizione di immagini che servono a documentare la presenza di determinate persone in assenza di un racconto visivo.

Foto di Michele Catapano

In fotografia il metodo più adatto a raccontare degli avvenimenti in modo fedele è sicuramente il reportage, ossia quello stile in cui il fotografo riesce a “mimetizzarsi” tra i protagonisti dell’azione e ritrarli in maniera discreta, senza farsi notare, affinché venga preservata la naturalezza dei gesti e delle emozioni.

Foto di Stefano De Falco

Proprio al reportage si affidano Michele Catapano e Stefano De Falco, talentuosi fotografi napoletani noti per Emotional Portrait, il progetto sul tumore al seno realizzato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione One Bi Creative. Michele e Stefano ci hanno spiegato in cosa consiste la loro narrazione fotografica.

Foto di Michele Catapano

1) La fotografia raggiunge le massime vette artistiche quando è basata su una visione, ossia se il racconto per immagini è sviluppato secondo le convinzioni teoriche ed il senso estetico del fotografo. Quali sono gli elementi che caratterizzano il vostro stile e la vostra narrazione?

La nostra fotografia si rispecchia nello stile “reportage”, ovvero ci soffermiamo a documentare solo ed esclusivamente vari aspetti della realtà.


2) Il vostro stile è particolare e diverso da quello standard del fotografo medio, è il risultato di un pensiero tecnico e teorico, un percorso affatto semplice ma che attraverso le varie difficoltà vi ha permesso di costruire una personalità artistica che vi contraddistingue. Una concezione che rende adatta la vostra fotografia non solo alle cerimonie, ma anche ad eventi e a tutte le situazioni in cui è necessario raccontare per immagini. In che modo riuscite a trasmettere e far rivivere le sensazioni e le emozioni dei momenti che avete fotografato?

Quando vedi la bacheca di Facebook o il sito web del fotografo ti accorgi subito se le sue foto ti piacciono oppure no, ma per avere la sicurezza che sia il migliore per te c’è bisogno di qualcosa di più, qualcosa di speciale. Parliamo di stile fotografico, di foto senza pose, immagini che fanno tendenza e che si distinguono da tutte le altre per bellezza e creatività. Ci piace documentare semplicemente la realtà dell’emozione, cogliendo momenti naturali e spontanei con discrezione senza disturbare. Un attimo di commozione o un’esplosione di felicità, un sorriso o una carezza, un bacio rubato e un dettaglio nascosto. Una foto di reportage è un’immagine scattata nel momento esatto in cui un attimo irripetibile sta accadendo.

 

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3) La pandemia ha segnato e sta segnando l’epoca contemporanea. Come tutte le grandi crisi avrà i suoi effetti non solo dal punto di vista sociale ed economico, ma anche artistico: qual è la riflessione che avete fatto in questo periodo? Che conseguenze avrà il Covid sul vostro lavoro?

Questo brutto periodo ci ha aiutato a guardare con occhi diversi tutto ciò che ci circonda. La pandemia ha drammaticamente interrotto questa illusione portandoci ad apprezzare le piccole cose, a sognare quello che fino a un anno fa ci sembrava dovuto. Un tentativo di raccontare valori ritrovati e provare a capire quali sono le forme di libertà che rimarranno, quali da ripensare e quelle di cui abbiamo più bisogno di riappropriarci. Ecco perché dopo questo periodo abbiamo realizzato il nostro progetto EMOTIONAL PORTRAIT. 

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