Dal bacio di Gattuso ai miracoli di Ospina: un Napoli di gioia e sofferenza in finale contro la Juve

rino gattuso
Il bacio di Gattuso per la sorella durante il minuto di raccoglimento

Di gioia e sofferenza, la prima partita del Napoli post Covid è stata come tutti i tifosi desideravano. Certo, una goleada non sarebbe stata male, ma senza pathos che sfizio c’è? Gli azzurri allora hanno subito accontentato i supporters prendendo un gol dopo solo 2 minuti di gioco, un calcio d’angolo dove probabilmente Ospina poteva fare molto di più. Il portiere però si è fatto perdonare a suon di parate, mentre il 122esimo gol di Dries Mertens in maglia azzurra spediva il Napoli in finale contro la Juventus.

Protagonista della serata anche il mister. Rino Gattusso ha messo in campo una squadra capace di soffrire, plasmata a sua immagine e somiglianza, ma del suo 13 giugno ricorderemo soprattutto l’emozione: dal bacio alla sorella durante il minuto di raccoglimento, agli occhi lucidi nell’intervista post partita.

Mercoledì 17 giugno, dunque, la finalissima contro la Juventus a otto anni di distanza da quella del 2012, quando il Napoli di Rafa Benitez portò all’ombra del Vesuvio il primo trofeo dopo 22 anni. Anche quest’anno non mancheranno gli stimoli: non solo si giocherà contro la Juve, ma ci sarà quel Maurizio Sarri che per i napoletani da capo popolo si è trasformato in traditore.

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