Chiariello e la riflessione sul Sud: “Siamo il paese dei soliti idioti”

Umberto ChiarielloSono tanti gli aspetti dicotomici di una stessa Italia troppo spesso divisa. Troppi anche i luoghi comuni, utilizzati al Nord come “arma” e al Sud come giustificazione. Ma, ragionandoci su, molte volte noi meridionali siamo degli veramente contraddittori: ci nascondiamo dietro campanilismi sterili ma poi ci facciamo la guerra tra noi. L’esempio più banale è quello calcistico. Rivalità acerrime nascono anche nelle serie dilettantistiche, dove il calcio dovrebbe essere scuola di vita e invece diventa focolaio di disgregazione.

Anche Umberto Chiariello, giornalista di Canale 21, ha parlato di questo Sud “ossimorico”, che invece di compattarsi alimenta lotte intestine: “Siamo ancora una volta nel paese dei soliti idioti, quello in cui si permette ad un allenatore indagato per calcioscommesse di allenare la Nazionale e dargli pure 4 milioni all’anno. I soliti idioti sono anche quelli che non festeggiano per le altre squadre campane che raccolgono ottimi risultati sportivi. Al sud continuiamo a farci la guerra, ma dobbiamo capire che solo facendo calcio in un certo modo si può sopperire a quello che dicono i fatturati. Pensiamo all’esempio dell’Atletico Madrid. Allora tifiamo tutte le squadre del Sud, partendo anche dal Palermo che deve restare in serie A”.

Eppure, questo attaccamento smisurato all’una o all’altra squadra, spesso rappresentanti di città limitrofe, non fa altro che gonfiare il pallone caricandolo di un peso troppo grande, che niente ha a che fare con i valori sani dello sport. In Campania, poi, la situazione è particolarmente complessa. Lo scorso anno nella nostra regione c’è stata la più alta percentuale di azioni violente con atti di vandalismo all’interno o all’esterno degli impianti sportivi. A volte si tratta di vere e proprie devastazioni, con un paradosso: ad arrecare i danni spesso non sono i tifosi avversari ma quelli della stessa squadra danneggiata. Insomma, fin quando non impareremo che l’unione fa la forza e che certe cose vanno ridimensionate e riportate alla loro giusta dimensione, non saremo in grado di raggiungere risultati (sportivi e non) adeguati alle nostre enormi potenzialità.

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