Napoli unisce tutti, la nazionale e la canzone “Ma quale dieta”. Pessina: “Ormai è parte di noi”

Tutta Italia ormai ha solo un ritornello in mente ed inizia con “Ma quale dieta”, la canzone che ci ha accompagnato durante tutte le partite degli azzurri in questi vittoriosi Europei. “Io metto spesso musica napoletana, dico la verità la ascolto spesso“.

Con questo semplice gesto quotidiano, Lorenzo Insigne ha coinvolto tutta la nazionale rendendola un po’ più napoletana. Nel corso del documentario andato in onda ieri su Rai 1, intitolato Sogno azzurro- la strada per Wembley, si è parlato anche di questo.

Da quando le Notti Magiche della nazionale hanno iniziato a moltiplicarsi, i calciatori ha amato festeggiare ascoltando la canzone napoletana “Ma quale dieta”, divenuta una vera e propria hit. La canzone è di un giovane ragazzo di Sant’Antimo che si fa chiamare Luca il Sole di Notte.

Da nord a sud, una canzone che parla di cibo e della goduria del momento del pasto, ha fatto da collante per l’unità dei ragazzi in nazionale. Anche il commissario tecnico, Roberto Mancini, dice di averla imparata perché sempre presente nello spogliatoio.

In un frammento del documentario, infatti, si vedono gli atleti che si allenano con la canzone in sottofondo. Il livornese Giorgio Chiellini, capitano della squadra, ha definito sé stesso ed i suo compagni degli ultras: “Siamo un gruppo di ultras, ho dovuto imparare la canzone per partecipare attivamente al gruppo. Non so neanche chi sia il cantante“.

Tutte le volte che sentivamo questa canzone io e Loca dicevamo ‘ma dove siamo finiti, chi le sta mettendo queste canzoni?’- ha confessato Matteo Pessina – centrocampista entrato in rosa azzurra all’ultimo menonto a causa dell’infortunio di Stefano Sensi.

Adesso siamo i primi a dire di voler sentire quella canzone in pullman. E’ stato un po’ il nostro rito, la mettevamo sempre: prima delle partite, in palestra, ovunque“. Ha poi aggiunto: “Ormai è parte di noi, è iniziata come una presa in giro e adesso ci divertiamo a sentirla. Quando parte il ritornello spacchiamo tutti i vetri del pullman. Questo serve a creare il gruppo“.

Un’ulteriore conferma dunque della forza della vitalità tipica partenopea che è riuscita ad unire un gruppo di 25 ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia e renderlo un’unica cosa.

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