Calcio minore, quando dilettanti sono anche dirigenti e presidenti

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Il calcio minore, quello dove scendono in campo calciatori dilettanti, gente che, come dice la parola stessa, si diletta, arrotondando a fine mese. Per loro non è una vera e propria professione tranne che per qualcuno, ma è certamente una passione.
In questo mondo non solo loro sono dilettanti, lo sono tutti (o quasi) gli addetti ai lavori: dirigenti, allenatori, massaggiatori, presidenti, e perché no, anche i giornalisti. Ovviamente c’è sempre chi è più bravo e chi meno, chi non è riuscito ad emergere per mancanza di talento, chi per mancanza di fortuna.

Abbiamo detto che anche i dirigenti e presidenti sono dilettanti. Forse è per tale motivo che domenica scorsa a Forio d’Ischia, in occasione della gara di Eccellenza girone A, Real Forio – Isola di Procida, c’è stato l’increscioso episodio che ha visto protagonisti in negativo i colleghi Francesco Castaldi e Mario Lubrano Lavadera. I fatti, raccontateci dallo stesso Castaldi, si sono svolti così: quando Romano, calciatore della squadra di casa, ha realizzato il 2-0, il presidente del Real Forio Luigi Schiano ha apostrofato l’addetto stampa della squadra ospite, Lubrano Lavadera, che con il collega Castaldi, anch’esso addetto stampa, ma del Real Forio, la squadra di casa che aveva appena realizzato la seconda rete, stava svolgendo la radiocronaca della partita. Lubrano è andato via, sospendendo l’attività giornalistica in corso in quel momento, facendola proseguire a Castaldi per i pochi minuti che restavano alla fine del primo tempo.

Castaldi, in qualità di collega di Lavadera ma anche di consigliere del Real Forio, ha invitato il proprio presidente ad avere un atteggiamento ben diverso, ma a quel punto, stando sempre al racconto dello stesso, il presidente Schiano ha inveito verbalmente anche contro il suo stesso consigliere e addetto stampa. Immediate sono state le dimissioni da ogni carica di Francesco Castaldi.

I presidenti forse non ricordano che un po’ di visibilità la ottengono grazie ai giornalisti, giovani o vecchi, esperti o inesperti che siano, che vanno allo stadio per raccontare quello che vedono, altrimenti, chi li seguirebbe se non pochi affezionati?
Ha ragione il collega di Sportisclano Alessando Mollo che in merito ha scritto: «certi individui questo meriterebbero: restare da soli, nell’anonimato più totale».

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