Fall punisce troppo severamente un Savoia sfortunato

Savoia- Barletta 0-1A.c Savoia 1908 – Barletta: 0-1

A.c Savoia 1908(3-4-3):Gragnaniello 6; Riccio 6,5, Checcucci 7, Sirigu 5,5; Mercadante 5,5(69’ Pizzutelli 5,5),Saric, Sanseverino 5, Verruschi 6; Partipilo 4, Ferrante s.v,(20’ Leonetti 5, 95’ Vosnakidis s.v), Scarpa 5. A disp: Volturo, Sevieri, Boilini, D’Apollonia, Leonetti. All. Papagni

Barletta(4-3-3): Liveran 6i; Regno6, Cortellini 6, Zammuto 6,Meola 6; Legras 6,5, Branzani 6(73’ Palazzolo s.v), Quadri 7; Turchetta 6,(64’ Guarco 6), Fall 6(I86’ Ingretolli s.v), Danti 6. A disp: De Martino, Kiakis, Core, Rizzitelli. All. Sesia

 

Marcatori: 79’ Fall

Ammoniti: Cortellini, Legras, Verruschi, Danti, Guarco, Leonetti

Arbitro: Vilotti di Tivoli

Assistenti: Bernabei di Tivoli e Mangino di Roma 1

Note: Spettatori 1.062 con una quarantina di tifosi del Barletta. Falli: Savoia 16, Barletta 19. Fuorigioco: Savoia 5, Barletta 2. AngolI: Savoia 9, Barletta 4. Recupero: 2′ e 5′.

Torre Annunziata
San Valentino amaro per il Savoia che perde al “Giraud” una partita che non poteva assolutamente permettersi il lusso di perdere e perde una ghiotta occasione per risucchiare punti a chi la precede. Sull’altra riva del fiume, festeggia invece il Barletta che coglie il massimo risultato con il minimo sforzo ed anche il suo undicesimo risultato utile consecutivo (per l’esattezza 23 punti in 11 gare) avvicinandosi considerevolmente alla salvezza matematica. A dire il vero però, il risultato maturato quest’oggi al “Giraud” è alquanto bugiardo perché i biancoscudati non hanno affatto giocato male ed avrebbero meritato quantomeno il pari. Cuore e impegno non sono però questa volta bastati e così proprio nel momento di maggiore spinta, mentre la partita stava avviandosi lentamente verso la fine, la rete del senegalese Fall (sfortunata nell’occasione la deviazione determinante di Checcucci a spiazzare Gragnaniello) al suo settimo sigillo stagionale, si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno sul morale dei padroni di casa che senza una vera punta di ruolo (Ferrante ha dovuto abbandonare il campo al 20’, causa infortunio) non sono riusciti più a raddrizzare la gara. In questa fase della stagione, non è rimasto però più tempo per piangere sul latte versato. Occorre rialzare subito la testa e ripartire con lo stesso spirito battagliero delle ultime partite, a cominciare da sabato prossimo quando ci sarà da affrontare una vera e propria battaglia “salvezza” in casa dell’Ischia.

 

Le disposizioni tattiche
Il tecnico del Savoia Pagani, schiera i suoi con l’ormai collaudato 3-4-3. Tutti disponibili in casa bianco scudata, compreso il capitano Scarpa, al rientro dopo la fastidiosa influenza che lo ha colpito la settimana scorsa. Sull’altra sponda, mister Sesia deve fare a meno di tre pedine fondamentali: l’esterno offensivo Venitucci e la coppia di centrali difensivi Stendardo-Radi, tutti e tre appiedati dal giudice sportivo. Li sostituiscono nell’ordine Turchetta, Zammuto e Meola. Per il resto lo schema è quello di sempre: un offensivo 4-3-3 con due mezz’ali a sostegno dell’unica punta Fall.

La cronaca
Il match non tarda molto a carburare e si intuisce sin dal principio che sarà una partita frizzante, tra due squadre che vogliono giocarsela a viso aperto come è del resto nella mentalità dei propri allenatori. Ad aprire le danze ci pensano subito i padroni di casa con Partipilo che al 5’ lascia partire un tiro velenoso che costringe Liverani a distendersi in angolo. Non tarda però arrivare la risposta dei biancorossi che appena si si affacciano nell’area di rigore avversaria rischiano subito di far male, costruendo in rapida successione due ottime occasioni da rete. La prima con una mezza sforbiciata di Fall che sbatte fortuitamente sul volto di Verruschi e per poco non rischia di trasformarsi in un clamoroso autogoal e la seconda ancor più netta, originata da un delizioso schema da calcio piazzato: ricama Turchetta per l’inserimento improvviso di Cortellini che sorprende la difesa oplontina e tira di prima intenzione colpendo in pieno la traversa. La gara non tradisce le attese e si assistono a continui capovolgimenti di fronte da ambo i lati. Sia i torresi che i pugliesi si affidano alla velocità dei propri esterni (Scarpa e Partipilo da una parte, Turchetta e Danti dall’altra) dunque nella zona nevralgica del campo la sfera staziona poco. Al 20’ Papagni è costretto però già ad effettuare il primo cambio: l’italo-argentino Ferrante si tocca la gamba destra ed è costretto a gettare la spugna. Al suo posto viene gettato nella mischia il collega di reparto Leonetti. Il tecnico biscegliese intuisce che quest’oggi il suo Savoia pare funzionare sulle fasce (ottimo il primo tempo di Riccio, autore di un paio di percussioni offensive davvero interessanti) ed inverte spesso di posizione Scarpa e Partipilo. Proprio sui piedi di quest’ultimo capita l’occasione di fare strike un minuto prima di andare a riposo. Azione insistita proprio di Riccio sulla corsia di destra, cross al bacio sul secondo palo per Partipilo che viene letteralmente dimenticato dalla difesa ospite ma tutto solo, anziché controllare la sfera si esibisce in un tiro di prima intenzione che termina sul fondo, graziando così Liverani. E’ l’ultimo sussulto di questa prima frazione di gioco che termina dopo due minuti di recupero concessi dal sig. Vilotti di Tivoli.Nel secondo tempo, i padroni di casa ritornano sul rettangolo verde ancora più determinati a conquistare l’intera posta in palio. Il binario di destra occupato dai vagoni Verruschi e Riccio che si intercambiano spesso di posizione, pare davvero ben oleato ma il Barletta dimostra di essere un avversario ostico: squadra corta, ben messa in cambo e diretta dalla sapienta regia di Quadri (uno dei migliori in campo) che dal cerchio di centrocampo detta i ritmi dei suoi compagni e innesca di sovente con i suoi lanci, l’ariete senegalese Fall che lì davanti fa davvero tanto movimento. Al 64’, sono però gli oplontini ad andare vicinissimi al bersaglio. Grande azione di Checcucci che esce palla al piede ed a testa alta dalla difesa, percorre trenta metri palla al piede e pesca sul filo del fuorigioco Scarpa che si presenta da solo davanti a Liverani ma tira troppo centralmente favorendo la respinta di piede del numero uno biancorosso. Capitan Danti e company arretrano il baricentro ed il Savoia capisce che è il momento opportuno per spingere. Papagni inserisce anche Pizzutelli appena rientrato dal Torneo di Viareggio con il Bari per Mercadante e rinfoltisce il centrocampo mentre Sesia da disposizione ai suoi di arretrare il baricentro. Al 73’ è ancora Checcucci (uno dei migliori in maglia bianca) ad entrare nel tabellino delle azioni degne di nota, questa volta da protagonista. Da solo in area stacca di testa su precisa punizione di Partipilo,ma non riesce ad inquadrare lo specchio della porta. Pochi minuti dopo e tutto il “Giraud” si alza in piedi per protestare con il guardalinee ed il direttore di gara che annulla per off-side, un goal di Leonetti apparso regolare alla maggior parte degli addetti ai lavori. Nel momento migliore dei padroni di casa, si verifica però la classica, crudele legge del calcio:” goal sbagliato, goal subito”. Lancio lungo dalle retrovie a pescare in area Danti che fa da sponda per Fall: il senegalese di proprietà del Genoa colpisce di prima intenzione trovando la sfortunata deviazione di Checcucci che inganna Gragnaniello con una velenosa parabola. La rete del vantaggio ospite è una vera e propria mazzata che incide sul morale di Scarpa e company che sembrano scomparire lentamente dal campo. Papagni tenta anche la carta Vosnakidis all’ultimo respiro, per cercare di sfruttare le palle alte negli ultimi assalti finali perché li’ davanti Partipilo (il peggiore in campo) e Leonetti non ne prendono una ma purtroppo è troppo tardi. Dopo cinque minuti di recupero, il Barletta ringrazia e si porta a casa tre punti senza per nulla faticare mentre i bianchi subiscono una pesantissima sconfitta interna che complica maledettamente i piani in ottica salvezza.

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