Napoli, a via Partenope non si può più fare il bagno: le motivazioni

Lungomare-di-Napoli

Nella lista delle zone della Campania in cui vige il divieto di balneazione si aggiunge per la città di Napoli anche Via Partenope. L’ordinanza, emessa il 29 giugno, riguarda il tratto di mare che va da Castel dell’Ovo a Piazza Vittoria. Secondo quanto comunicato dalla Repubblica, l’Arpac negli ultimi esami effettuati in queste acque ha rilevato “la presenza di escherichia coli in concentrazione superiore ai limiti fissati per legge”. Si tratta di una marcia indietro, dunque, rispetto a poche settimane fa, quando il mare in quella zona fu dichiarato di qualità eccellente.

Questo batterio potrebbe provocare infezioni urinarie (e non il colera, come erroneamente credono in molti) ed è per questo che a Via Partenope è stata vietata la balneazione. Il mare resta invece accessibile in via Caracciolo e alla rotonda Diaz, davanti alla sabbia della famosa Mappatella Beach.

Come dichiarato dal responsabile scientifico di Legambiente Giancarlo Chiavazzo, i problemi delle acque campane sono causati in particolar modo da una inefficienza degli impianti di depurazione: “La maggior parte degli impianti sono oggetto di intervento, ma il punto è che servono reti fognarie, non solo impianti di depurazione. Solo le correnti naturali rendono l’80 per cento della nostre coste balneabili. Ma attenzione: la normativa dal 2010 è cambiata, le analisi si basano solo su indicatori microbiologici. E si stano verificando dei paradossi. I dati in alcuni casi dicono che il mare è eccellente anche se presenta schiume, mucillagini, colorazioni anomale. Ciò vuol dire che gli aspetti sanitari contemplati nella norma non sono sufficienti a stabilire se il mare è realmente balneabile”.

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