“Patente europea per la pizza”. La richiesta dei pizzaioli dopo il disegno di legge

Pizza

Ogni mestiere che riguarda professionisti di uno specifico settore è caratterizzato dall’iscrizione ad uno specifico albo che ne certifica la professionalità. E’ così per architetti, ingegneri, avvocati e così via, ma non si capisce perché non possa essere lo stesso per i pizzaioli.

Più volte parlando della pizza, alimento per eccellenza non solo della cucina napoletana, ma ormai anche mondiale, si è detto di quanto fosse particolare la sua preparazione. “Nu poc ‘e acqua e farina” direbbero in molti, e invece quando si parla di pizza si fa riferimento ad un vero e proprio capolavoro, e ogni opera d’arte che si rispetti ha il suo fidatissimo artista.

Un po’ pittore ma anche un po’ scultore, il pizzaiolo è colui che porta in tavola la meraviglia dei sapori dalle origini semplici, ma d’altronde si sa, le cose più semplici richiedono un maggiore impegno. Alla luce di questi fatti e di tali consapevolezze, è quasi una logica conseguenza pensare che anche anche i pizzaioli hanno diritto ad una patente europea. E’ proprio questa la richiesta degli associati dell’Associazione Maestri d’Arte Ristoratori Pizzaioli (Amar), quella di poter avere una patente europea istituita dalla legge.

“La preparazione della pizza è un’arte che si tramanda ormai da secoli ed è giusto che una tradizione così antica possa perpetuarsi attraverso una preparazione specialistica che formi dei maestri pizzaioli, veri professionisti del settore. È pertanto auspicabile che l’Italia, così all’avanguardia nella certificazione della qualità e del controllo dei suoi prodotti alimentari più tipici, possa introdurre una regolamentazione della figura professionale del pizzaiolo attraverso la creazione di un apposito albo di categoria e istituzione di una patente europea pizzaioli”. Questo è quanto afferma il disegno di legge già presentato dal senatore Pietro Iurlaro, un’ipotesi che vede regolarizzata anche dinanzi alla legge la figura del pizzaiolo.

Ovviamente per poter ricevere la Pep (patente europea pizzaioli), è necessario frequentare un corso regolarmente riconosciuto, di 150 ore, dove l’aspirante pizzaiolo sarà sottoposto a: settanta ore di pratica in laboratorio,venticinque ore di igiene e somministrazione di alimenti, trenta ore di scienza dell’alimentazione e venticinque ore di lingua straniera. 

Il presidente dell’Amar, Enzo Prete, inoltre afferma che troppi operatori si improvvisano pizzaioli screditando così l’autenticità e l’ottima riuscita del prodotto Made in Italy, ma soprattutto andando a discapito della salute.

Prete in una lettera ai parlamentari e al Governo chiarisce che, visto il totale disinteressamento della richiesta della Pep, l’Amar, sarà costretta ad abbandonare l’idea della proposta a carattere nazionale per espandere la richiesta della Pep oltre i confini italiani. Solo un’imminente risposta da parte del governo italiano potrà fermare la richiesta già pronta a partire per l’estero.

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