Studio sui tatuaggi: “Alcuni sono cancerogeni e provocano malattie”

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I tatuaggi sono sempre più diffusi; c’è chi li preferisce piccoli e chi invece ama quelli grandi, vistosi e colorati. Dietro alla bellezza e al loro personale significato si nasconde però un’amara verità, perché è proprio con i tatuaggi che si rischiano infezioni e cancro. A mettere ancora una volta in guarda i cittadini è lo Sportello dei Diritti che chiede la maggiore attenzione per questa pratica che è ormai diventata una moda.

Alcuni tatuaggi possono essere pericolosi per la salute e ulteriori conferme sono arrivate da uno studio svizzero, con il quale si è stabilito che molti inchiostri utilizzati dai tatuatori, compresi quelli per il trucco permanente e in particolar modo quello nero, conterrebbero sostanze cancerogene.

Questi ultimi test sono stati effettuati su prodotti di dubbia reputazione o che non sono mai stati sottoposti a specifiche analisi: “Sono due le diverse équipe mediche che hanno effettuato analisi di laboratorio su 60 campioni tra inchiostri per tattoo e colori per trucchi indelebili, appena l’anno passato, e che hanno sollevato dubbi per i due terzi di essi, arrivando a proibirne oltre la metà. In particolare, su 26 inchiostri analizzati ben 22 hanno fatto sollevare obiezioni, ossia ben l’85 %. A seguito di questi test l’81 % di questi inchiostri sono stati vietati. […] Due inchiostri esaminati contenevano idrocarburi aromatici policiclici (noti anche con gli acronimi IPA o HAP), che sono cancerogeni”.

Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei Diritti, ha poi ricordato: “La pratica dei tatuaggi è una scelta individuale che comporta rischi sovente sottovalutati. È chiaro che chi è determinato a farlo deve prestare la massima attenzione in primo luogo al centro dove dovrà essere effettuato, verificando la sussistenza di tutte le autorizzazioni, con particolare riferimento a quelle sanitarie, e che utilizzi prodotti clinicamente testati e strumentazioni assolutamente sterili”.

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