Genny Cesarano, parla un amico: “Ecco perché ho tolto lo striscione anticamorra al funerale”

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Nei giorni scorsi centinaia di persone hanno affollato la basilica di San Vincenzo del Rione Sanità (denominazione ufficiale, basilica di Santa Maria della Sanità) per poter dare un ultimo saluto a Genny Cesarano, il 17enne ucciso a colpi di pistola agli inizi di settembre. Proprio nel giorno delle esequie un giovane, Francesco, ha strappato dalle mani della presidente della terza Municipalità di Napoli Giuliana Di Sarno uno striscione anticamorra che per suo volere sarebbe dovuto essere esposto in Chiesa.

Dopo le tante polemiche scatenate da quel gesto, che avrebbe fatto passare in secondo piano il funerale di Genny, Francesco, suo amico e coetaneo, ha deciso di raccontare la verità al Corriere.it: “Qualche istante prima dell’arrivo della bara di Genny, quella signora mi ha portato lo striscione. Gliel’ho preso di mano dicendole che quella mattina non avremmo esposto nessun altro striscione e l’ho buttato nella spazzatura”.

Su quello striscione c’era scritto “Gennaro vive nei nostri cuori che la camorra ha ucciso” ,ma, secondo quanto dichiarato dal giovane, non sarebbe stata la parola “camorra” a fargli prendere quella decisione: “A me non interessava se fosse a favore o contro la camorra, so solo che altri striscioni non li dovevamo e non li potevamo mettere”.

La sera prima dei funerali di Genny Cesarano era stato infatti chiesto dai sacerdoti della Chiesa e da altri volontari di non trasformare il luogo di preghiera in uno stadio, con troppi striscioni o ricordi appartenenti alla vittima: “Abbiamo deciso di metterne uno con la foto di Genny e la scritta ‘Genny Vive’ sulle scale dell’altare maggiore e uno all’esterno, in piazza, ai piedi del campanile e poi gli abbiamo detto dei palloncini e delle lanterne che avremmo liberato al cielo all’uscita dalla chiesa. I preti ci hanno detto che andava bene e quel giorno era un giorno di preghiera, silenzio e di riflessione”.

Francesco avrebbe dunque rispettato degli accordi presi la sera prima,anche se probabilmente lo ha fatto in maniera un po’ troppo brusca: “Se ognuno di noi avesse portato un simbolo in ricordo di Genny, ci sarebbero stati migliaia di striscioni in piazza. Nessun pentimento, forse ho solo sbagliato nei modi”.

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