De Laurentiis: “Il San Paolo è un grande cesso, dovrei averlo gratis”

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Interviene a Radio Kiss Kiss Napoli Aurelio De Laurentiis per commentare le parole del sindaco di Napoli in merito alla manutenzione e alla sicurezza dello stadio San PaoloDe Magistris, sulla terza rete pubblica, ha dichiarato: “Abbiamo creato le condizioni per fare in modo che la società possa investire per lo stadio, il San Paolo richiede un investimento economico importante. Se il presidente non farà un’offerta seria nel giro di poco tempo, valuteremo altre piste”.

Tuttavia, il Presidente della società calcistica partenopea afferma, in radio, che gli accordi sembravano presi e il comune avrebbe dovuto accettare il piano economico-finanziario da lui presentato; si tratta di un investimento personale di circa 20 milioni di euro, più la partecipazione di altri imprenditori meridionali per una ristrutturazione di Piazzale Tecchio (con la proposta di trasformarlo in area pedonale) e la costruzione di un centro commerciale;  “(…) Gli brillavano gli occhi, mi ha stretto la mano e ci siamo accordati” dichiara De Laurentis a radio Kiss kiss circa il dialogo avuto con il sindaco.

Probabilmente è una cifra quella proposta dal Presidente che non può coprire interamente i lavori per uno stadio di grande portata come quello del Napoli; oppure, a prescindere dalle affermazioni mediatiche fatte negli ultimi giorni, i due uomini non sono riusciti ad arrivare ad accordi concreti circa le modalità, la struttura, i tempi e la sostanza del progetto.

“Avevamo un accordo di massima con dei gruppi molto interessati. Sarei diventato un aggregatore di forze economiche importanti. Ho portato il Napoli per sei anni consecutivi in Europa e tutta la ‘monnezza’ della napoletanità non di livello l’abbiamo ammortizzata nel mondo con l’immagine del Calcio Napoli, che è diventata la sedicesima squadra a livello mondiale, lo dice il Ranking. Milan, Lazio e Roma sono molto lontane dal Napoli.”

Continua ancora De Laurentiis ai microfoni della radio, spiegando come sia difficile per lui non vergognarsi, inoltre, quando grandi squadre straniere entrano al San Paolo: “Giocare in uno stadio dove mi vergogno di andare, e chiedo scusa ai napoletani, dove non ci sono i bagni e c’è sempre un problema è grave. Mi ci sono abituato, non ci faccio più caso, amo il San Paolo così com’è. Quando entro allo stadio sento le vibrazioni dei tifosi e non mi ci fanno pensare. Vi prego di capire e di comprendere il mio disagio quando vengono delle squadre straniere da noi […] Il Comune mi sta dando a disposizione un grande cesso. Io sono Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli. Mi hanno fatto strapagare lo stadio, ma me lo dovrebbero dare gratis il San Paolo”.

Il presidente afferma, sgomentato, che non riesce a capire il cambio di rotta del sindaco dopo quel piatto di spaghetti nel suo ufficio, nel quale si presero accordi in merito alla questione. Intanto, come dimostra un video caricato da presunti ultras polacchi, lo stadio San Paolo ha zero controlli e chiunque può entrarvi a fare quello che più gli piaccia.

Senza dubbio è complicato creare una continuativa sinergia tra settore privato e istituzioni se si tratta, soprattutto, di un territorio difficile come Napoli, in cui, per anni, imprenditori senza scrupoli hanno inquinato interi scenari politici per speculare, incuranti della città; e, in cui, dal canto loro, le istituzioni hanno permesso sciacallaggi random, buttando cocci e buon senso “sotto al tappeto”. E discussioni del genere, in cui pubblico e privato lottano a danno, spesso, solo dell’utenza finale, sono presenti e forti in molti settori, soprattutto quello sanitario, non facendo, tuttavia, audience poiché non è Calcio.

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