Caso Davide Bifolco: al processo si apre un nuovo scenario

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La sentenza per la morte di Davide Bifolco, giovane del rione Traiano ucciso da un carabiniere il 5 settembre 2014, è stata rinviata per ora, al 19 novembre, poiché è stata accolta dal giudice di riferimento, la richiesta dell’avvocato civile Fabio Anselmo in merito all’accertamento di ulteriori particolari balistici; in aula, oggi, erano presenti familiari e giovani dei centri sociali, associazioni di settore ed, inoltre, Ilaria Cucchi, sorella del giovane Stefano, morto per mano delle forze dell’ordine.

Quando il giudice ha accettato la richiesta e ha disposto un supplemento di istruttoria, l’aula è scoppiata in un forte applauso: in effetti, i familiari di Davide non accettano la natura di omicidio colposo, richiedendo l’accusa di omicidio volontario; la mamma del ragazzo del rione Traiano, ammazzato dal proiettile del carabiniere imputato, ricorda ancora una volta che suo figlio non era un camorrista; e nonostante pregiudizi, critiche e sentenze popolari, che ai tempi abbondarono (peccando spesso di cruda superficialità) non bisognerebbe mai dimenticare che si tratta di una vita spezzata. Di un’inconsueta incoscienza giovanile che, tuttavia, non si può pagare con la vita stessa.

Pertanto, il 9 novembre sarà ascoltato in aula il perito balistico, e l’11 dicembre sarà la volta dei due carabinieri che erano di pattuglia quell’oscura sera di un anno fa,e che, assieme all’imputato, effettuavano il posto di blocco.

 

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