Contro la camorra, nasce il “ciortino”. Un corno tutto da mangiare

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Il corno napoletano, nato probabilmente intorno al 3500 a.C., durante l’età neolitica, simbolo in quell’epoca della fertilità ed oggi un vero e proprio portafortuna, diventa un dolciume tutto da gustare. Rosso e fatto a mano, fin ora lo si trovava in ceramica o in plastica, ma, per chi pensa che la “mala ciorta” sia troppo difficile da scacciare, ne può acquistare uno commestibile in squisita pasta frolla, in modo che possa agire direttamente dall’interno.

E’ questa la nuova trovata dei ragazzi inseriti in programmi ed attività di reinserimento socio – lavorativo, quegli stessi ragazzi che fino a qualche tempo fa erano volti alla delinquenza.

I “ciortini“, inscatolati in un’elegante contenitore trasparente, sono stati presentati presso il Centro per la giustizia minorile della Campania, e saranno lanciati sul mercato alla cifra di tre euro l’uno durante la Notte Bianca della legalità.

L’iniziativa fa parte di un progetto molto più ampio chiamato “Officina del dolce” e portato avanti dall’associazione Scugnizzi che già da tempo opera ai decumani con i ragazzi entrati nel programma di reinserimento che hanno portato a grosse soddisfazioni e risultati entusiasmanti, a partire da “La pizzeria dell’impossibile” che già da diversi anni vede coinvolti una ventina di ragazzi in una struttura messa a disposizione dal Comune di Napoli.

Si tratta di veri e propri corsi di formazione che mirano a formare professionalmente i ragazzi dell’area penale dando loro la possibilità di trovare un domani una sistemazione. L’invito è anche rivolto agli imprenditori alla quale si chiede di abbandonare i pregiudizi. Si tratta di ragazzi che hanno già scontato la loro condanna penale, che si impegnano e che meritano una possibilità, come hanno sottolineato l’imprenditore Partizio Infante e l’assistente sociale Enza Abbondante.

Fonte: La Repubblica

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