Al sud aumenta l’occupazione, ma è più povero di prima

Disoccupazione

Camera dei Deputati. Svimez presenta il suo rapporto 2015 sull’economia del Mezzogiorno: i risultati appaiono incoraggianti se si pensa che l’occupazione al sud è aumentata di 120 mila unità (+2,1%) nel trimestre 2015. In effetti, il 2014 si è rivelato particolarmente negativo e questo spiraglio di crescita è significativo per un paese che sta subendo ancora gli effetti della crisi. Solo la Calabria resta fuori da questo margine di crescita.

Tuttavia, i dati sulla povertà non sono di conforto, parallelamente, poiché il sud risulta più povero di prima.

I DATI

Come abbiamo visto, l’occupazione cresce al sud del +2,1%, mentre al centro-nord di 60 mila unità, ossia del +0,4%. Pertanto, fino alla fine del 2015 il Pil nazionale dovrebbe crescere del 0,8%: la somma tra il +1% del centro-nord e il +0,1% del sud. E tale crescita, seppur abbastanza ridotta, risulta “trainata dall’andamento positivo dei consumi”.

In seguito alla crescita infatti, l’aumento dei consumi dovrebbe essere del 1,3% al centro-nord e del 0,8% al sud, anche con l’aumento degli investimenti fissi lordi che raggiungerebbero a livello nazionale una crescita del 2%.

“Anche in questo caso si interromperebbe la spirale negativa dell’andamento degli investimenti fissi lordi al Sud iniziata nel 2007. Sul fronte occupazionale, si prevede un aumento nazionale del +0,8%: +0,9% al Centro-Nord e +0,6% al Sud sottolinea Svimez, come riportato dal Corriere del Mezzogiorno.

Per quanto riguarda la disoccupazione, il dato nazionale informa che decresce leggermente, arrivando al 12,1%, tuttavia questo risultato dipende solo dalle regioni di centro-nord, le quali riducono la disoccupazione del -0,2%, mentre il sud non subisce variazioni, restando ad un tasso di disoccupazione del 20,2%.

Il 62% dei cittadini guadagna il 40% del reddito medio informa il report economico: «Per effetto della crisi la povertà assoluta in Italia negli ultimi anni è più che raddoppiata, sia al Sud che nel Centro-Nord: dal 2005 al 2008 i poveri assoluti in Italia non raggiungevano i 2 milioni, nel 2013-2014 si sono superati i 4 milioni».

La povertà dei cittadini del mezzogiorno riguarda, insomma, il 10% della popolazione ed è un dato allarmante se si pensa che nel 2008 la cifra era quasi la metà (5,2% i cittadini poveri).

In effetti, anche gli investimenti fissi lordi rappresentano un punto di separazione: mentre al nord sono cresciuti del 1,5%, al sud si è avuto un calo del -1%, come avviene per gli investimenti pubblici (-3%).

Secondo Svimez prorogare, infatti, nel 2016 l’esonero dei pagamenti Inps a carico dei datori di lavoro, è doveroso, in vista di una crescita occupazionale meridionale. Ecco, pertanto, cosa si legge nel rapporto: «non vi è nessuna obiezione ragionevole a che questo sia riservato al Mezzogiorno, visto che in quest’area si è concentrata la perdita di occupazione nella crisi e tanto più visto che, anche l’anno scorso, la misura è stata finanziata con risorse destinate agli investimenti nel Mezzogiorno (3,5 miliardi di Pac)».

IL SETTORE CHE ASSUME AL SUD: L’AGRICOLTURA

E’ l’agricoltura che porta avanti le assunzioni nel mezzogiorno, anche per quanto riguarda i giovani sotto i 35 anni; si esprime la Coldiretti:L’agricoltura nel Mezzogiorno è oggi capace di offrire prospettive di lavoro sia a chi vuole intraprendere con idee innovative sia a chi vuole trovare una occupazione anche temporanea. Ma il rilancio del Sud passa anche dalla capacità di riuscire finalmente a sfruttare le risorse inutilizzate del Meridione, o meglio il Capitale inagito, come lo ha definito l’ultimo Rapporto Censis sulla situazione del Paese”.

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