La leggenda nera delle macchine anatomiche del Principe di Sansevero

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Alzi la mano chi non ha mai sentito parlato di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero. Genio indiscusso del ‘700: inventore, anatomista, militare, letterato ed esoterista, una figura tanto discussa intorno alla quale è ancora molto fitto l’alone di mistero. Della cospicua eredità tramandata ai posteri come non ricordare la “leggenda nera delle macchine anatomiche”, le cui radici affondano nella cappella funebre edificata per la famiglia di Sangro?

I sotterranei del palazzo, custodiscono gli scheletri di un uomo e di una donna dotati di un sistema cardiovascolare in perfetto stato di conservazione. La minuzia, la dovizia di particolari, coi quali arterie, vene e capillari sono riproposti è davvero impressionante, al punto tale da lasciarci dubitare in merito alla loro natura. Una prima teoria parla di ricostruzione, operata per mano del famoso anatomista Giuseppe Salerno, sotto la direzione del Principe di Sansevero, attraverso l’utilizzo di cera, coloranti ed altre sostanze: si ammette così che il Principe avesse una conoscenza superiore rispetto al suo tempo? Potrebbe essere un’altra la spiegazione, forse quella più affascinante, ovvero quella dell’iniezione. Si pensa che all’interno dei corpi, inizialmente ritrovati nella stanza della fenice, fosse stata immessa una sostanza tale da “metallizzare” il sistema circolatorio e che il Principe avesse, successivamente, asportato dai cadaveri gli organi. La sostanza utilizzata è ancora oscura, forse mercurio, o forse no.

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Resta da chiarire anche chi fossero le cavie utilizzate per l’esperimento, al tempo comprensive di un feto trafugato dal palazzo qualche decennio fa. È possibile che si trattasse di esseri ancora in vita, forse dei suoi stessi servi, così come scrive il noto filosofo Benedetto Croce: << Per lieve fallo, fece uccidere due dei suoi servi, un uomo e una donna, e imbalsamarne stranamente i corpi in modo che mostrassero nel loro interno tutti i visceri, le arterie e le vene, e li serbò in un armadio>>. Che si creda pure all’una o all’altra versione, perchè questa come tante altre vicende legate a Raimondo de Sangro, sono destinate a restare dietro il velo di Maya.

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