Tra le 10 migliori strutture architettoniche italiane ci sono due napoletane

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Bagnoli di Silvio D’Ascia

Il The walkman magazine ha selezionato le 10 migliori strutture architettoniche in Italia. Nonostante i pochi progetti portati a termine e le numerosi correnti straniere che hanno letteralmente invaso il panorama mondiale l’architettura italiana non resta a guardare.

Così tra strutture spesso minute e a volte di grande rilievo, da Bolzano a Bari, passando per Trento, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, sono riportati dieci esempi di eccellenza italiana, che portano la firma di architetti nostrani.

Nel contesto di Bagnolifutura ( il progetto per la riqualifica dell’area degradata dei campi flegrei) nasce la “ Porta del Parco” con una superficie complessiva di 36.000 mq. Questa iniziativa prevede la costituzione di un polo attrattivo e turistico dedicato al benessere e all’intrattenimento, che è servito dai collegamenti e supportato da strutture alberghiere. Il centro culturale di Bagnoli è frutto dell’inventiva dell’architetto Silvio D’Ascia e si organizza su più livelli, con una continuità tra spazi interni ed esterni grazie a piani inclinati, che permettono di superare anche le barriere architettoniche.

Il materiale usato per il rivestimento orizzontale e per le grandi superfici verticali è un rivestimento ceramico grigio scuro che integra direttamente nella superficie 960 pannelli solari. I due poli principali invece si differenziano per la struttura in acciaio e vetro in piena opposizione con il resto.

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Brin69 di Vulcanica

Il progetto Brin69, ad opera di Vulcanica, rispetta il contesto nel quale è inserito, nascondendo parti di città che ospitano altre aree industriali abbandonate e mettendo in risalto la città storica e il golfo di Napoli. E’ stato realizzato non solo un edificio che non inquina ma che addirittura possa purificare l’aria, grazie alla piantumazione di oltre 1000 metri quadrati di verde che possano migliorare le condizioni dell’aria di questa porzione di Napoli. Sono inoltre presenti serbatoi di raccolta delle acque piovane. L’intervento dimostra come anche nei siti più sfavorevoli si possano attuare delle scelte intelligenti e poco onerose.

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