Basilica di Capodimonte, domenica una preghiera per separati e divorziati

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Dalle parole ai fatti. La Chiesa di Napoli non perde tempo e dopo le conclusioni del sinodo dei vescovi sulla famiglia (svoltosi dal 4 al 25 ottobre scorso a Roma), si apre anche ai separati, ai divorziati e ai conviventi. Domenica, infatti, presso l’ipogeo della basilica dell’Incoronata Madre del Buonconsiglio di Capodimonte sarà celebrata una preghiera per tutti coloro che pur non costituendo o non costituendo più una famiglia in senso stretto, non possono esserne considerati totalmente estranei, come invece accadeva fino a pochissimo tempo fa. L’inizio della preghiera comunitaria è fissato per le ore 18:00, ma sarà molto più di una semplice messa.

Si tratta, infatti, di un appuntamento voluto già da diversi anni dal cardinale Sepe in persona per l’inizio dell’Avvento. Un evento che dimostri quanto la Chiesa di Napoli sia vicina ed accogliente verso quanti soffrono per il fallimento del proprio matrimonio. Un dato sempre più crescente quest’ultimo, se si pensa che solo nel 2014 le separazioni in Italia sono state 89mila, mentre i divorzi 52mila.

Per tutti costoro e per molti altri che negli anni precedenti non sono riusciti a mantenere saldo il vincolo del matrimonio si batte da anni l’Ufficio Famiglia e Vita dell’ arcidiocesi di Napoli, promotore della preghiera comunitaria. A presiederla sarà monsignor Lucio Lemmo, vescovo ausiliare della diocesi di Napoli. Sarà, invece, la corale polifonica di Ercolano ad animare la celebrazione, sotto la direzione del maestro Domenico Cozzolino.

Non è comunque il primo passo mosso nel capoluogo campano per andare incontro ai separati e ai divorziati. Il 70% delle nozze religiose fallite mediamente dopo soli nove anni e quelle civili dopo sette nello scorso mese di febbraio avevano già spinto, infatti, l’Ufficio Pastorale e Vita della diocesi di Napoli ad accogliere un separato e una coppia di divorziati risposati con il solo rito civile.

La preghiera comunitaria di domenica pertanto si insinua in un solco già segnato dall’inizio del nuovo anno, ma senz’altro spianato dal recentissimo sinodo sulla famiglia e dalle conclusioni che da esso ne ha tratto Papa Francesco, che ha già fornito delle direttive per una maggiore apertura nei confronti di chi non è più nel sacro vincolo del matrimonio. La Chiesa di Napoli sembra già averle recepite, se non addirittura anticipate.

 

 

 

 

 

 

 

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