Castel Volturno. Bere un miscuglio di sangue e foto bruciate. Così si affiliavano i boss

antimafia

Questa notte, un blitz a Castelvolturno contro la mafia nigeriana: 15 persone sono state arrestate, 7 sono invece state sottoposte all’obbligo di firma, con l’accusa traffico di droga, estorsioni ed episodi intimidatori. Un’organizzazione internazionale che aveva ramificazioni anche in altre regioni d’Italia, ha dichiarato il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli.

Dagli atti dell’ordinanza di custodia cautelare della Dda di Napoli emergono inquietanti episodi e racconti. Una volta, come riferisce il Mattino, squartarono il cadavere di un corriere per recuperare la droga contenuta in un ovulo e poi sparpagliarono i suoi resti nelle campagne.

Quelli che entravano a far parte del gruppo di Castel Volturno dovevano bere un miscuglio di sangue di agnello e resti bruciati della propria foto e di quella raffigurante un’aquila nera ed il rito si concludeva con un giuramento di fedeltà. Molti rituali ricordano il rito della “punciuta” di Cosa Nostra.

L’organizzazione, formata soprattutto da nigeriani, ghanesi e liberiani, imponeva il pizzo agli immigrati africani che svolgevano attività economiche e in caso di rifiuto venivano puniti con pestaggi. Lo spaccio delle sostanze stupefacenti avveniva a Castel Volturno, ma anche a Roma e Firenze.

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