Maria Cristina di Savoia: la “reginella santa” che aiutava gli umili e i malati di Napoli

Maria Cristina di Savoia
Maria Cristina di Savoia

Agli inizi del 1800 iniziarono le mire espansionistiche della casata Savoia su tutta la penisola: sotto il vessillo di un’Italia unita il Regno di Sardegna si preparava, con armi e trattati, ad accorpare i vari territori circostanti. Già allora, l’ostacolo più grande, escludendo l’impero asburgico, era il florido ed evoluto Regno delle due Sicilie, dove, difficilmente, il popolo avrebbe tradito la dinastia dei Borbone. Si cercò, quindi, di creare un ponte che legasse i Savoia al Regno e, come spesso avveniva, la scelta migliore fu quella di un matrimonio politico e si dava il caso che il neo-incoronato re delle Due Sicilie, Ferdinando II, 20enne, fosse ancora scapolo.

Fu così che Maria Cristina di Savoia, diciottenne figlia di Vittorio Emanuele I di Sardegna, andò in sposa a Ferdinando e divenne regina del Regno delle Due Sicilie. La migliore descrizione della donna proviene dalle memorie della baronessa Olimpia Savio, presente durante i festeggiamenti per il fidanzamento dei due giovani regnanti: “La principessa Cristina non aveva allora 20 anni: era bella, d’una bellezza seria e soave: alta di statura, bianca di carnagione, due grosse onde di ciocche brune inanellate ornavano poeticamente quel volto, pallido, illuminato da due grandi occhi espressivi. Vestiva un abito azzurro e bianco, colori del cielo a cui era destinata, e portava in fronte un gran diadema di brillanti. Non ballò, perché la rigida etichetta non lo permetteva. Attratta da quella simpatica, distinta e ad un tempo così modesta personalità, non ebbi occhi e simpatie che per lei, la sola attraente tra quelle teste coronate”.

Ferdinando II di Borbone
Ferdinando II di Borbone

Non era facile, per una straniera, vivere alla corte napoletana del tempo, abituarsi ad un rapporto tanto stretto con il popolo e dimenticare l’etichetta e le regole che in tutti gli altri paesi controllavano la vita dei nobili. Ferdinando II, poi, aveva modi rozzi ed un’indole scherzosa che poco combaciavano col fervore religioso e con la compostezza di Maria Cristina. Un aneddoto racconta che, una sera, la regina decise di voler suonare al piano, ma il re fu subito pronto a spostarle lo sgabello mentre si sedeva facendola cadere. La donna, allora, senza perdere la calma e con tono pacato rispose alle risa del marito rimproverandolo: “Credevo di aver sposato il re di Napoli, non un lazzarone”. Eppure, quella strana coppia si amò davvero: lui la rispettava e cercava di accontentarla e lei cercava di addolcire il marito ed il regno. Per quanto fosse un sovrano illuminato, infatti, Ferdinando non esitava ad usare il pugno di ferro in fin troppe situazioni reprimendo nel sangue ogni forma di dissenso o di irregolarità.

Tuttavia, Maria Cristina riuscì ad imporre la pietà anche ad un uomo tanto cocciuto e, di fatto, finchè ella visse, non fu eseguita nessuna condanna a morte nel Regno e la maggior parte dei condannati ottenne grazie reali. Si racconta che convinse persino Ferdinando a recitare il rosario tutte le notti prima di prendere decisioni importanti. Più di questo, però, la donna non poteva fare e si rassegnò presto a non poter avere altre influenze politiche sulle scelte del consorte. In compenso, aiutò gli umili ed i malati di Napoli al punto che il popolo la chiamava dolcemente “‘a reginella santa” per la sua bontà, grazia e devozione. Le vennero perdonati persino alcuni eccessi di zelo: come quando, ad esempio, impose degli orribili e casti mutandoni neri a tutte le ballerine del Teatro San Carlo.

Il regno di Maria Cristina, purtroppo, finì presto in tragedia. Il 31 gennaio del 1836, a soli 23 anni, la regina morì dando alla luce il figlio Francesco, che diventerà l’ultimo Re di Napoli, e fu sepolta nella basilica di Santa Chiara, dove riposa tutt’ora. Il marito, in onore alla grande devozione della moglie ed alle sue opere pie compiute per i napoletani avviò il processo di santificazione. Quasi duecento anni dopo, nel 2013, Papa Francesco ha riconosciuto un miracolo compiuto da Maria Cristina e il 25 gennaio del 2014, nella stessa basilica in cui sono le sue spoglie, la “reginella santa” è stata proclamata Beata.

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