Edoardo Bennato contro l’Unità d’Italia, poi: “A Napoli ci vorrebbero i carri armati”

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Dopo la visita di Renzi a Napoli e gli scontri che l’hanno funestata, Rosalba Carbutti, di Quotidiano.net, ha intervistato il cantautore napoletano Edoardo Bennato, da sempre libero pensatore e difensore della sua città. Dopo un primo momento in cui l’artista elogia, come al solito, Napoli: “per me resta sempre la città più bella del mondo”, cede alla dura realtà e si lascia andare in una desolante critica “purtroppo è una polveriera”.

“Preferisco buttarla sull’ironia quando parlo della mia città – afferma Bennato riferendosi principalmente alla criminalità organizzata che continua a spadroneggiare su tutto il territorio – ma tra Napoli e Caserta ci vorrebbero i carri armati. Matteo Renzi dovrebbe farsi un giro travestito coi baffi finti e una parrucca nelle periferie tra Napoli, Casal di Principe e Caserta per rendersi conto che qui lo Stato non c’è e impera l’anti-Stato”.

Un problema che, però, secondo il cantautore, è la diretta conseguenza degli errori commessi al momento dell’Unità d’Italia: “Le colpe risalgono a 150 anni fa quando quei buontemponi di Vittorio Emanuele, Garibaldi, Mazzini e Cavour s’inventarono l’Italia. L’Italia, diciamolo una volta per tutte, è solo un’invenzione. Ed è sbilenca, storpia e zoppa”. È lì che è nato un divario incolmabile: “Il problema dell’Italia è latitudinale. Non riesci a mettere insieme Reggio Emilia e Reggio Calabria. Cuneo e Napoli. Treviso e Lamezia Terme. Un divario tragico e tremendo, uguale a quello che c’è tra Il Cairo e Amsterdam. Chi si azzarda a governare l’Italia si fa male perché tutto il Sud è fuori dalla giurisdizione dello Stato. Ma, sia chiaro, non voglio criticare la mia gente. È solo che qui non c’è maturità, la società è rimasta bambina ed è preda di voraci rappresentati dell’anti-Stato. La colpa è di tutti noi”.

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