“Vieni a scontrarti in Puglia, Puglia, Puglia”: i post della vergogna che fanno il giro del web

strage in puglia

12 luglio, ore 11 circa: due treni delle Ferrovie Nord Barese si scontrano. Uno scontro frontale, in un tratto a binario unico. Uno scontro che è costata la vita a circa 23 persone. 52, invece, i feriti trasportati in ospedale, e 8 persone, tra 24 ricoverati, si trovano adesso in prognosi riservata. Un evento triste, che ha sconvolto l’intero paese. Tanti i gesti di solidarietà ricevuti dai parenti delle vittime, tanti i momenti di commemorazione per ricordare tutti coloro che da questa situazione non sono usciti vivi.

Eppure esiste ancora chi riesce a ridere di tragedie del genere. C’è chi si diverte a creare vignette satiriche, invece che riflettere sul fatto che magari, su quel treno, potevano esserci loro stessi. “E allora sai che c’è…c’è che prendo un treno che va a paradiso città”, oppure “Quando hai lu mare, lu sole e lu vientu, ma hai solo un binario”: fotografie contrassegnate da frasi ignobili del genere stanno facendo, nelle ultime ore, il giro dei social. Tutto questo è scandaloso.

“Umorismo nero”: così viene definito. E’ un tipo di umorismo che tratta di eventi ed argomenti considerati molto seri, come la morte e la malattia, piuttosto che la guerra e la violenza. Si tratta di un sotto – genere della commedia e della satira, nel quale l’umorismo nasce dal cinismo e dallo scetticismo.

Ma possiamo realmente definirlo umorismo? Possiamo davvero parlare di ironia piuttosto che di satira? Non si vede altro che una grande insensibilità. Deridere eventi come quello accaduto in Puglia, deridere la Puglia stessa, ridere di una strage e della morte di un gran numero di persone, significa essere superficiali e vuoti; significa non avere tatto, e significa sentirsi estranei al proprio Paese ed alla propria cultura.

Ridere di una strage è diabolico, non esiste “scherzo che tenga” di fronte a un dramma.

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