Incendio Vesuvio: ci sarebbe la mano della camorra dietro i roghi

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In questi giorni lo scenario del Vesuvio non è stato dei migliori, difatti diversi incendi sono stati appiccati nel territorio del parco naturale del Vesuvio e tutti (dalle istituzioni agli operatori) sono in azione per far si che quest’emergenza rientri. A lottare contro le fiamme ci sono centinaia di uomini, tre Canadiair e quattro elicotteri i quali sono riusciti a delimitare gli incendi tra Terzigno e San Giuseppe Vesuviano.

Oggi è stata un’altra giornata infernale per il Vesuvio, difatti, come riporta Il Mattino di Napoli, dietro questi incendi ci sarebbero dei piromani che agiscono per mano della camorra. I carabinieri di Ottaviano stanno indagando subito dopo la segnalazione della Sma Campania, la quale ha annunciato di aver visto 5 piromani  mentre erano intenti ad appiccare il fuoco sul versante di Ottaviano.

“Le forze in campo stanno dando il massimo nella speranza di circoscrivere questo terribile incendio. Siamo di fronte ad un incendio di proporzioni rilevanti che sta richiedendo uno sforzo eccezionale. Sono in contatto permanente con la Regione e con il generale Sergio Costa del Corpo Forestale dello Stato, oltre che con il sindaco Ranieri “ queste le parole del presidente del parco nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo.

La cosa che sta creando molto malcontento e disagio sui social in queste ore, oltre agli incendi sul Vesuvio, è la fonte d’acqua usata dagli aerei per domare le fiamme. Difatti l’acqua per domare l’incendio è stata presa dalla Vasca al Pianillo, dove confluiscono le fogne di San Giuseppe Vesuviano. Ad esprime sconforto e critiche su questa scelta c’è anche il leader dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, il quale ha chiesto: “fare chiarezza sull’uso dei liquidi usati per lo spegnimento”

Il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, ha dichiarato guerra aperta ai piromani approvando una convenzione con la direzione regionale dei vigili del fuoco per garantire più vigilanza e attività di spegnimento più rapide. Difatti sono stati stanziati 460 mila euro. Inoltre la lotta ai reati ambientali passa anche attraverso la tecnologia, infatti tramite l’app sma Campania è possibile informarsi e inviare segnalazioni in tempo reale.

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