Paestum: sarà il primo museo d’Italia a scavare autonomamente

Tempio di Nettuno
Tempio di Nettuno

Dopo la riforma del ministro dei Beni Culturali, che ha conferito autonomia gestionale ai musei, ecco che arriva una bella notizia conseguenza della riforma. Dal 17 ottobre 2016 partiranno gli scavi archeologici all’interno del Parco Archeologico di Paestum, in particolare nel settore ovest del Tempio di Nettuno, dove vi sono i settori abitativi; tutto ciò è stato possibile grazie soprattutto a finanziamenti esterni.

Sembrerà strano ma la pasta, quella buona di Gragnano, ha dato una grande mano all’archeologia e al Parco di Paestum; è stato proprio il Pastificio Antonio Amato, rappresentato oggi da Giuseppe Di Martino, a finanziare in parte gli scavi archeologici con ben 45mila euro, insieme ad altri 40mila di sponsor e donatori privati.

Con quel denaro sono state donate due borse di studio di ricerca a due archeologi che collaboreranno all’attività di scavo, prevista per tre anni.

Il neo direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, ha sottolineato come Paestum risulta così il primo museo autonomo che scava in Italia dove prima vi era il primato delle Soprintendenze. Tutto ciò è stato possibile anche grazie agli sgravi fiscali, fino al 65 %, che sono stati introdotti dalla riforma Franceschini e hanno incentivato i privati a dare il loro contributo alla salvaguardia dei nostri beni culturali.

È importante sottolineare che i giovani archeologi coinvolti nella ricerca, nel lavoro di formazione e conoscenza, saranno remunerati con 9000 euro ciascuno, ed è una grande conquista nel campo dell’archeologia dove vige il volontariato.

Sicuramente si tratta di una grande svolta, che forse farà storcere il naso a chi da anni combatte affinché i beni culturali vengano valorizzati dallo Stato, ma bisogna anche essere realisti e vedere questi finanziamenti come la possibilità di portare alla luce il nostro patrimonio storico e culturale.

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