Foto. Sorrento, il ceppone di Santa Lucia: cos’è e perché si chiama così

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Foto di Riccardo di Martino

Un rione e una piccola chiesa, accomunati dal nome e dalla santa a cui sono dedicati: Santa Lucia. Siamo a Sorrento, in prossimità di piazza Tasso, nel cuore della città ma al contempo in un luogo appartato, protetto dal caos del centro.

In questo rione, ogni anno, si festeggia la santa protettrice della vista, nel giorno in cui morì: il 13 dicembre 304 d.C.

Per ricordarla, ogni anno, la sera prima della sua festa, si rispetta un’antica tradizione, quella del “ceppone di Santa Lucia”. Il ceppone è un grosso ceppo d’albero, che viene acceso e lasciato ardere durante l’intera giornata del 13 dicembre.

La tradizione del ceppone, come molti degli usi e costumi cristiani, deriva da riti pagani. Prima dell’adozione del calendario gregoriano, infatti, la festa combaciava con il solstizio d’inverno, comunemente inteso come il giorno più breve dell’anno.

Il 13 dicembre è rimasto legato al concetto di luce, visto che è il giorno dell’anno in cui il sole tramonta prima.

Per gli abitanti di Sorrento, il 13 dicembre è un momento di festa: poche bancarelle, buon cibo, ma nessun clamore. Santa Lucia si venera in silenzio.

E quel fuoco che brucia e crea scintille e sfumature di colore, sta a simboleggiare la luce che la Santa protegge con le sue capacità taumaturgiche.

ECCO LE FOTO di Riccardo di Martino

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