Ospedale di Nola, dirigenti sospesi. Il direttore: “Abbiamo solo 107 posti, medici eroi”

Foto di Giuseppe Napolitano (Facebook)

Il caso dell’Ospedale di Nola continua a scatenare polemiche e a far discutere. Pazienti stesi a terra, operazioni di primo soccorso effettuate sul pavimento, scene raccapriccianti che ci catapultano indietro di anni luce. Ieri mattina nel nosocomio incriminato, Santa Maria della Pietà di Nola, la Lorenzin ha inviato un’ispezione del Nas per far luce sulla vicenda.

E intorno alle 19 arriva un’altra comunicazione: la responsabile dell’Asl Napoli 3 Sud, Antonietta Costantini, ha disposto la sospensione dal servizio, in attesa dell’esito delle indagini interne, del direttore sanitario Andrea De Stefano, del responsabile del pronto soccorso, Andrea Manzi, e del responsabile della medicina d’urgenza, Felice Avella. Era stato il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, a chiedere questo provvedimento per i dirigenti del nosocomio.

Ma il direttore Andrea De Stefano difende il suo lavoro ai microfoni del Corriere della Sera: “Io sono ancora qui che lavoro. E qui, oltre a non avere le barelle, perché in ospedale ce ne sono solo 17, comprese le 10 del pronto soccorso e le due “sequestrate” alle autoambulanze per far fronte all’emergenza di sabato, non abbiamo né radio né televisioni. Quelle foto non sono belle da vedere, lo so. Ma cosa dovevamo fare? Abbiamo preferito curare in quel modo le due donne che tutti hanno visto piuttosto che non dare loro assistenza”.

Ancora sull’emergenza: “Qui arrivano persone dall’Agro sarnese, dal Vesuviano, dal Nolano, dall’Avellinese, dall’Acerrano, per un’utenza di circa 300 mila persone. Ma i medici fanno il loro dovere, e danno assistenza nel migliore dei modi possibili, considerando anche che l’ospedale ha 107 posti letto a disposizione, e ne sarebbero necessari, nella norma, almeno il doppio”.

Seguiranno aggiornamenti.

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