I terroristi comprano armi e documenti falsi in Campania: ecco zone e prezzi

ISIS NAPOLIIl fenomeno delle baby gang, a Napoli, è finito sotto l’occhio attento del comparto intelligence, che ha presentato la sua relazione annuale alla Camera. Se in periferia comandano i vecchi clan, nella città partenopea i baby-camorristi si contendono territori e piazze di spaccio, creando una nuova frontiera della criminalità organizzata.

Uno dei principali settori di investimento per la camorra, scrive Il Mattino, resta quello dell’approvvigionamento dei documenti d’identità, che rappresenta anche un pericoloso circuito di contaminazione con il terrorismo. L’intelligence, infatti, nel suo documento, ha ripercorso ed elencato i vari fattori di vulnerabilità a livello locale ed europeo che favoriscono la produzione di documenti falsi.

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E in Campania i casi sono tanti, basti pensare agli arresti dello scorso marzo, in provincia di Salerno, quando finì in manette Djamal Ouali, che secondo gli investigatori faceva parte di una rete di clandestini che aveva procurato documenti ai terroristi, compresi alcuni di quelli coinvolti nelle stragi di Parigi e Bruxelles. La tecnica solitamente è quella di rubare carte d’identità vergini in piccoli comuni d’Italia e riutilizzarle per la falsificazione.

Ma in Campania, sempre secondo l’intelligence, sarebbe relativamente facile reperire anche le armi. Lo stesso Anis Amri, il terrorista ucciso a Milano pochi mesi fa, in un’intercettazione aveva rivelato di voler raggiungere la Campania per comprare un kalashnikov (che nel mercato nero partenopeo costa tra i 500 e i 1200 euro).

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I clan hanno un vero e proprio listino di prezzi per le armi, e le zone più “ricche” di affari sono Forcella, Secondigliano e Castelvolturno. Per comprare armi serve, sostanzialmente, un qualsivoglia legame con la malavita, anche se spesso i terroristi fanno rifornimento da mafiosi nigeriani, che imperversano anche in Campania.

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