Oggi si ricordano le vittime delle mafie: ecco i nomi di quelle uccise dalla camorra

L’abbraccio della Primavera che rinasce e sboccia insieme alla verità e alla giustizia. Il 21 marzo non è stato scelto a caso per celebrare La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Il 21 marzo è una data simbolo, un segno di speranza e di fiducia nel risveglio della natura e della coscienza umana.

Dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco con circa 900 nomi di vittime innocenti. Vedove, padri, figli e madri, amici e nipoti: tutti ascoltano e partecipano al momento con estrema dignità, la stessa dignità che va restituita, anche solo con il ricordo, a chi ha perso la vita ingiustamente.

Quest’anno la città scelta per la celebrazione è Locri (Reggio Calabria) ma, in contemporanea, in altre 4000 città italiane si svolgeranno iniziative antimafia.

Se si sfogliano gli elenchi delle vittime, come detto, si scoprono centinaia di vite spezzate e rubate al futuro dal vero, grande cancro del nostro Paese. Non abbiamo mezzi, non abbiamo antidoti sufficienti a contrastarlo, ma ricordare e chiedere giustizia per chi è stato ucciso è il nostro doveroso contributo.

Speriamo che nelle scuole, nelle famiglie, nelle comunità e nelle piazze di tutta Italia, oggi ci si dedichi solo al pensiero di chi è scomparso, con il profumo della Primavera che li avvicina un po’ di più a noi.

Ecco un elenco (parziale!!) di vittime di camorra della nostra terra, senza dimenticare quelle seminate nelle altre zone d’Italia, come le anime rigorose, assetate ed instancabili dei giudici Falcone e Borsellino.

– Salvatore Nuvoletta (2 luglio 1982), carabiniere ventenne, ucciso perché accusato a torto dalla camorra di aver partecipato allo scontro a fuoco in cui morì un loro affiliato
– Antonio Ammaturo (15 luglio 1982), vicequestore della Polizia di Stato a Napoli
– Andrea Mormile (3 settembre 1982) maresciallo dei falchi
– Elio Di Mella (7 ottobre 1982), carabiniere trentenne, ucciso mentre conduceva il detenuto Mario Cuomo, uomo della Nuova Camorra Organizzata, in tribunale
– Gennaro De Agelis (15 ottobre 1982), lavorava nel carcere di Poggioreale,ucciso da 2 camorristi perché si opponeva a lavorare per loro.
– Giancarlo Siani (23 settembre 1985), giornalista ucciso per degli articoli che aveva scritto
– Mario Ferrillo (5 novembre 1986), impresario teatrale assassinato a Licola scambiato per noto camorrista locale
– Giuseppe Diana (19 marzo 1994), parroco di Casal di Principe
– Gioacchino Costanzo (15 ottobre 1995), bimbo di due anni, viene ucciso in auto con lo zio, pregiudicato, venditore di sigarette di contrabbando, che il “commando” di sicari aveva deciso di eliminare
– Romano Luigi (15 ottobre 1996) falegname, inseguito e freddato nella sua macchina a Pollena (NA)
– Raffaele Pastore (23 novembre 1996), commerciante di Torre Annunziata, ucciso dalla camorra nel suo stesso negozio per aver denunciato un’estorsione e aver fatto arrestare un camorrista
– Annalisa Durante (27 marzo 2004), ragazzina uccisa a 14 anni per errore
– Dario Scherillo, 26 anni, ucciso il 6 dicembre 2004
– Francesco Rossi, 50 anni, ferito per errore a Sant’Anastasia (NA), il 28 dicembre 2004), morirà il 2 gennaio 2005 per le ferite riportate
– Carmela Attrice (15 gennaio 2005), 47 anni
– Attilio Romanò (30 marzo 1975 – 24 gennaio 2005), 29 anni
– Nunzio Giuliano (21 marzo 2005)
– Enrico Amelio (10 ottobre 2006)
– Ciro Galotta (29 giugno 2007), ucciso per errore dai casalesi
– Giuseppe Veropalumbo ucciso il 31 dicembre 2007 la sera di fine anno da una pallottola vagante a Torre Annunziata
– Angelo Vassallo (5 settembre 2010), sindaco di Pollica, ucciso in un attentato la cui sospetta matrice camorristica è ancora oggetto di indagini da parte della magistratura.
– Vincenzo Liguori, (13 gennaio 2011), 57 anni, meccanico ucciso per errore in una sparatoria a San Giorgio a Cremano.
– Pasquale Romano (15 ottobre 2012), 30 anni, ucciso per errore da due sicari in sella ad una moto a Napoli, nel quartiere di Marianella, al confine con Scampia, perché scambiato per uno spacciatore
– Vincenzo Ferrante (26 febbraio 2014), 29 anni, ucciso per errore ad Arzano, all’interno di un solarium, perché ritenuto un guardaspalle di un boss, ucciso nello stesso agguato, ma in realtà il ragazzo era totalmente estraneo ad ambienti criminali
– Gennaro Cesarano (6 settembre 2015), ragazzo di 17 anni, morto in Piazza San Vittorio nel quartiere napoletano della Sanità (dove abitava), ucciso da un proiettile vacante sparato da una paranza.

(Elenco tratto da Wikipedia)

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