Blue Whale è una bufala? Ecco le tesi sul gioco che spinge i ragazzi al suicidio

Dopo l’impressionante servizio de “Le Iene”, il Blue Whale è diventato il fenomeno del momento: tutti ne parlano, molti ne sono sconvolti. Ma cosa c’è di vero dietro a questo “gioco” che avrebbe portato al suicidio di 150 ragazzini russi? Precisiamo, intanto, che uno dei presunti creatori della “balena azzurra” è stato arrestato in Russia e avrebbe dichiarato la sua colpevolezza.

A parte questo, però, in molti nutrono ancora forti dubbi sulla veridicità del gioco, sulla sua esistenza e sulla sua riconducibilità diretta ai tanti suicidi avvenuti negli ultimi anni.

Alcuni media, infatti, gettano un velo di oscurità sulla vicenda, come l’edizione britannica di Wired, che riporta un post della blogger Anne Collier su NetFamilyNews: “Quei suicidi sono realmente avvenuti e molti ragazzi che si sono tolti la vita erano membri di gruppi dedicati al ‘gaming’, ma mancano le prove concrete della diretta correlazione con il ‘gioco’ del Blue Whale”.

Dello stesso avviso anche Georgi Apostolov, del Centro per la Sicurezza di Internet della Bulgaria, che si dice perplesso per l’unico arresto avvenuto finora: “Un po’ poco per un fenomeno che sarebbe nato, secondo i media russi, tra il 2015 e il 2016 – le parole riportate dal sito statunitense Snopes -. Non credete che la Russia disponga di polizia e servizi segreti troppo efficienti per arrestare una sola persona di fronte ad un fenomeno che viene definito dilagante?”.

Qualcuno ha addirittura azzardato l’ipotesi che il Blue Whale sia un falso sensazionalistico messo a punto dal Cremlino per creare una sorta di psicosi del web e far allontanare le persone dai social, temendo che la sua influenza possa in qualche modo attrarre feroci critiche dall’Occidente sulla Russia.

Di vero ci sono certamente i suicidi, troppi e avvenuti in circostanze troppo simili per non pensare che siano in qualche modo collegati. Sempre Apostolov, però, ha ricordato che quella cifra è “in linea con la storia della società russa”. 

Il Blue Whale, quindi, esiste oppure no? Ci sono davvero decine di “curatori” sparsi in tutto il mondo pronti a manipolare le menti degli adolescenti e spingerli ad ucciderli? E’ davvero arrivata a tanto la devianza umana? Per queste domande non abbiamo risposta, vi aggiorneremo su eventuali altre novità o tesi in merito.

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