Sanità record a Napoli: Pascale premiato per la ricerca sulle staminali e la cura di tumori

Pascale

Si chiama Jacie ed è il più importante riconoscimento a livello internazionale nel campo dei trapianti di cellule staminali, che rappresentano una terapia fondamentale per la cura di molte neoplasie ematologiche e di alcuni tumori solidi come quello del testicolo e dei sarcomi.

Il 26 giugno scorso la Commissione Europea ha conferito questa importante certificazione al programma trapianto dell’istituto dei tumori di Napoli del Pascale. “La certificazione Jacie – si spiega in una nota – risulterà a breve un requisito dovuto ed indispensabile per tutti i centri che curano pazienti oncoematologici attraverso il trapianto di cellule staminali. In tal senso l’Istituto Pascale è riuscito, unico al momento tra i centri della Regione Campania, a superare con successo tale processo di accreditamento.”

Si tratta di un traguardo molto importante per tutti i pazienti del nostro istituto – sottolinea il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi – che abbisognano di un trapianto di midollo e per i loro familiari. Gli ispettori del Jacie hanno infatti verificato che le modalità di esecuzione ed i risultati di tali trapianti presso il Pascale sono allineati con quelli dei più importanti centri ematologici internazionali. Questo riconoscimento non può far altro che impegnarci ad ampliare e sviluppare ulteriormente l’attività del nostro programma di trapianto allo scopo di offrire tali procedure in tempi adeguati e con le migliori garanzie di qualità a tutti i pazienti, in Regione Campania e in Italia, che dovessero abbisognare di una terapia a così elevata complessità”.

Ancora una volta la passione di chi non si arrende di fronte ad una realtà non facile vince contro difficoltà che altrimenti sembrerebbero insormontabili – commenta Roberto D’Angelo, componente della segreteria regionale della Cisl Medici e dipendente dell’Istituto “Pascale”, – E’ un risultato che non solo conferma la collocazione del Pascale tra le maggiori istituzioni di ricerca italiane ma che conferma che la sanità campana non può fare a meno delle capacità dei giovani professionisti, sia nel campo della ricerca sia nell’assistenza e sia nei settori di supporto a queste.

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