Vincenzo ucciso per gelosia, parla la trans contesa: “Ho denunciato io Ciro”

Una morte assurda quella di Vincenzo, un raptus di gelosia che non gli ha lasciato scampo. H. G., ex bambino nato e cresciuto in Polonia, ora donna e consulente d’immagine era la causa dei litigi tra il ragazzo ucciso e Ciro, il suo carnefice.

E’ stesso lei a raccontare come sono andate le cose con un lungo post su Facebook: “Scrivo qui perché nonostante mi distrugge interagire con il mondo in questo atroce momento in cui solo io so quello che sto passando, è l’unico modo per difendermi dalle perfide e immotivate accuse mosse nei miei confronti. Io H. G. ero TOTALMENTE all’oscuro dello struggente episodio della morte di Vincenzo“.

Poi racconta come sono andati i fatti: “La settimana tra il 3 e l’8 luglio ero fuori città, precisamente a Bari, quindi il giorno 7 luglio purtroppo non ero nel mio appartamento ad Aversa. Sono rientrata la mattina del giorno 8 ad ora di pranzo in treno ed aspettavo Vincenzo in stazione. Al mio rientro in casa non ho trovato né Vincenzo né i suoi effetti personali, sconvolta dalla sua assenza ho subito allertato la madre con la quale mi sono recata al comando di carabinieri per denunciarne la scomparsa. L’artefice del terrificante omicidio, ovvero Ciro Guarente, mi ha da subito prestato il suo falso conforto per lo shock e il dolore provato a seguito della scomparsa di Vincenzo. Mi ha ingannata fino all’ultimo momento e dato che in casa mancavano gli indumenti e le valigie di Vincenzo nei primi giorni ho sospettato che nonostante fosse assurdo si potesse trattare di un suo allontanamento volontario. Qualunque movimento o sospetto mosso nei confronti di questa assurda scomparsa mi veniva declinato da Ciro che continuava imperterrito a sostenere che Vincenzo era andato via voltando le spalle a tutti e mi intimidava di non essere permanentemente in ansia per la sua scomparsa“.

Nonostante io ero presa dai sensi di colpa – continua la donna – nel coinvolgere l’uomo che mi è stato accanto per 7 anni non ho desistito ad esprimere i miei dubbi ed i miei collegamenti perché ero disposta a tutto pur di ritrovare Vincenzo. Così nei giorni seguenti le autorità hanno convocato Ciro per un interrogatorio e sono riusciti ad incastrarlo con le dovute prove. La sconvolgente verità venuta fuori con le dovute indagini è stata solo merito mio altrimenti avremmo continuato a vivere nel silenzio ed io forse con un assassino al mio fianco“.
Ho perso in una sola tragedia le 2 persone più importanti della mia vita, il mio migliore amico e fratello, il mio fidanzato con il quale ho trascorso 7 lunghi anni della mia esistenza, la mia casa, la mia VITA! Quindi siete pregati di non accusarmi per alcun motivo, ripeto che se è stata fatta giustizia è solo grazie al mio incontro con carabinieri dove ho sollecitato le indagini. Ciro ha mentito a me e a tutti i suoi amici passando per una persona tranquilla e totalmente estranea ai fatti. Se non capite il mio dolore almeno siate umani. Grazie“, ha concluso.

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