Scarcerato il boss “tifoso” Antonio Lo Russo: “Ordinai di sciogliere i corpi nell’acido”

Antonio Lo Russo, il boss tifoso, pentito del clan dei “Capitoni”, è stato scarcerato. E’ libero, e si trova in una località protetta, con tutte le attenzioni riservate ai collaboratori di giustizia. Lo Russo era stato arrestato nel 2014 dopo 4 anni di latitanza, e nel 2016 ha deciso di parlare.

Tante le dichiarazioni rese ai magistrati della Procura di Napoli, che hanno indagato e indagano sulle ramificazioni della potente organizzazione camorristica dei “capitoni”, capace di estendere la propria influenza sia nel quartiere Miano sia al Rione Sanità.

In uno dei verbali, Lo Russo ha raccontato cosa successe quando prese le redini del clan dopo il pentimento di suo padre (Salvatore Lo Russo): “Mi preoccupai che si potesse pentire anche Oscar Pecorelli e decisi quindi di far spostare i corpi. Mi trovavo in Polonia, mi rivolsi a “Cenzore” e gli dissi di spostare i corpi e scioglierli nell’acido. Ma gli dissi di rivolgersi a Salvatore Silvestri che conosceva il posto perché aveva collaborato nella preparazione della fossa.

“Seppi poi,tramite mail,che Salvatore Silvestri non si ricordava bene il posto e dovette chiederlo a MarioDell’Aquilache, se ricordo bene, era latitante. Poi, trovato il posto,“Cenzore” insieme a Luciano Pompeo, Salvatore Silvestri e Mario Dell’Aquila recuperarono i corpi e li portarono“abbasc a croce” nei pressi di casa di Luciano Pompeo e li sciolsero nell’acido”.

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