Chef torrese muore dopo un’odissea in 3 ospedali: la procura indaga

Lo chef di Torre del Greco Giuseppe Poetini era tornato a casa da qualche settimana. Aveva passato sei mesi a lavoro sulle navi da crociera. Aveva aspettato tanto prima di riabbracciare sua moglie ed i suoi due figli. Ora Giuseppe non potrà più passare del tempo con loro, perchè all’età di 49 anni è stato brutalmente strappato troppo presto alla vita.

Sulla sua morte indaga la procura di Napoli e dovrà rispondere della cattiva organizzazione dell’assistenza ospedaliera. Lo chef durante la sua agonia è stato trasferito in ben tre ospedali per capire come curare il suo malore.

Secondo quanto riportato da ilmattino.it, la triste vicenda dell’uomo comincia con forti dolori allo stomaco seguiti da una mancanza di forze. L’avvocato Antonella Sidona che segue il caso, ricostruisce l’accaduto. Lo chef infatti si sottopone ad esami clinici che indicano livelli di emoglobina molto bassi.

I familiari preoccupati per la situazione tra il 31 ottobre ed il 1° Novembre trasportano Giuseppe all’ospedale Maresca di Torre del Greco. I medici lo sottopongono ad un esame di gastroscopia. Lo chef ha un’ulcera duodenale e ha bisogno di essere trasportato in un ospedale che disponga del reparto di rianimazione. Viene così trasferito il 4 Novembre all’ospedale Ascalesi dopo 4 giorni di agonia, lunghe telefonate e ricerche contro il tempo, per un posto in qualche struttura.

Qui la situazione sembra stabilizzarsi del tutto, infatti dal reparto di rianimazione Giuseppe viene trasferito in quello di medicina, ma improvvisamente domenica 5 Novembre le condizioni del paziente si aggravano di nuovo. Ha bisogno di un nuovo esame gastroscopico, ma ciò non è possibile perchè il reparto di gastroenterologia dell’ospedale non è attivo nel weekend.

Comincia di nuovo una corsa contro il tempo per trovare un posto libero in un altro ospedale e dopo un giro infinito di telefonate lo chef in condizioni critiche viene trasferito al Cardarelli . Il paziente è ancora lucido, infatti risponde prontamente alle domande dei medici. All’arrivo dei familiari, Giuseppe aspetta in barella al pronto soccorso il suo turno per poter fare gli esami, ma durante la gastroscopia la situazione si aggrava così tanto che Giuseppe si spegne per sempre.

La procura di Napoli dovrà dare una risposta concreta ai familiari.

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